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29.12.05

La prova del cuoco

il cuoco con noi non ci prova. Siamo noi a dover resistere alle tentazioni del cuoco : UFFA

Ogni volta che guardo la prova del cuoco, mi domando se la prova, è stata veramente concepita per il cuoco, oppure se è stata concepita per noi. Non perché qualcuno verrà a casa a controllare come abbiamo cucinato, ma perché guardare quel programma senza tentare di azzannare lussuriosamente lo schermo della televisione, è impossibile. Noi viviamo nel terrore di prendere peso... Abbiamo perso il lume della ragione,accecate da questa paura.
Ho sentito dire da alcune donne delle mostruosità del tipo : “Lo sai che ci vorrebbe, per dimagrì un pochetto?... Na bella guerra ”... “ Certo che però nei campi di concentramento, almeno dimagrivano ...aò ”.

Ne ho viste altre barcollare da tutte le parti, perché non si reggevano in piedi, sostenendo “ Scusate mi gira la testa mi sento svenire” ... “Ma hai mangiato oggi?” …”sì … sì … Ho mangiato” … “Ma che hai mangiato?” … “ Una mozzarella light e un succo d’ananas che brucia i grassi!” …“ Quali?” … “quelli della mozzarella” … “ Ma se è light?!” …” Qualche grasso c’è sempre”

E allora ho immaginato un centro dimagrante horror all’altezza di queste paure, che ci aiuti, veramente,una volta per tutte a placare queste ossessioni : il centro dimagrante” Taglio corto” del Dottor Stomale. Lì la farebbero breve: per dimagrire ti toglierebbero proprio i pezzi.

Il depliant del centro reciterebbe queste parole: “AI centri dimagranti Stomale perderai tutti i tuoi chili in eccesso in una sola seduta. Farsi togliere i pezzi credimi, è l’unico sistema di dimagrimento veramente sicuro. Certo, dobbiamo toglierti parecchi organi se vuoi un dimagrimento definitivo, ma chi se ne frega, dai, la maggior parte degli organi sono doppi, quindi pure se te ne togliamo uno te ne rimane sempre un altro, non la fare troppo lunga: le ovaie sono doppie, i reni sono doppi, i bronchi sono doppi, i polmoni sono doppi i coglioni sono tanti …avoja a togliere. Fidati! … Centri dimagranti Stomale così magro che sto sempre all’ospedale”

Antonella Clerici ti prego non ci indurre ancora in tentazione. Non ci mostrare più immagini provocanti di brasati affogati in salse spumose , tacchini ripieni di agnolotti, flan, mousse e altre meraviglie del creato. Non ci provare col cuoco, provaci con noi. Prova a vedere di trovare una maniera nella tua trasmissione, per non farci più vedere tutto quel ben di Dio. Non ci mettere continuamente alla prova, anche se è il titolo del tuo show godereccio. Non mostrarci più nulla di commestibile. Ripesca le pecore dagli archivi della rai: sullo schermo mettici un fotogramma fisso di pecore, e sopra la voce della Jervolino che legge asetticamente le ricette senza alcuna partecipazione emotiva ( mi piacerebbe tanto poter scrivere delle parole parlate davvero per potervi rifare in questo esatto momento la Jervolino che legge le ricette. Spiegherei il segreto della pastella napoletana) E’ inutile che poi ci bombardate di risoluzioni dimagranti. L’immagine di quei piatti succulenti è indelebile nella nostra mente.

Considerazione notturna per non dormire : perché metà del mondo, per dimagrire, cerca di liberarsi dalla fame e l’altra metà, per non poterla sopportare ci muore?

17.12.05

La mia isola del silenzio è ROCK

Questo è l'articolo che ho scritto su Novella 2000 nella mia rubrica pensieri per non dormire, e si riferisce credo alla seconda puntata della trasmissione di Celentano. Mi sembra interessante pubblicarlo anche qui visto che il costruttore del Blog mi ha detto che questa è casa mia... sarà... ma io non riesco a portarci il divano.


Stanotte, non riesco proprio a chiudere occhio. Stanotte, è chiaro che di dormire, non se ne parla neanche per un secondo. Ho visto la puntata di Celentano. Tutta in onore dei Censurati come Santoro Luttazzi e Grillo. Ospiti d’onore: i CENSURATI. Non pretendevo di essere invitata anch’io, per carità. Però almeno il mio nome fra i censurati,potevano dirlo,visto che nel 1999 sono stata censurata anch’io. La trasmissione era “La posta del cuore” e io imitavo il personaggio di “Daniela Fini”. Chiedo scusa,se stavolta,mi permetto di invadere lo spazio di una rubrica pubblica,con una vicenda mia. Io allora opposi un silenzio stampa assoluto, non rilasciai neanche un’intervista. Mi sentii talmente ferita e stordita,che scelsi di non trasformare in “chiacchiericcio” qualcosa che in realtà mi aveva fatto molto male e mi limitai a scrivere, una lettera di risposta alla Signora Fini cercando di non trasformarlo in un caso pubblicitario. Oggi credo di dovere difendere almeno il mio nome,che comunque è fra quei censurati. E visto che ho pagato anche il prezzo di questa censura,vorrei almeno avere la magra consolazione di essere riconosciuta come censurata, nella stessa misura di tutti gli altri censurati ufficiali. Ho scritto a Celentano una lettera aperta e visto che è aperta la apro anche per voi, nel caso in cui vi venisse voglia di leggerla.

Questa è la lettera:

ADRIANO … La mia isola del silenzio è ROCK
Sei anni fa sono stata censurata. Ho imitato una Signora che all’epoca era ancora troppo sconosciuta. A questa censura ho opposto il silenzio-stampa. Per la legge del contrappasso, sono stata confinata a mia volta sulla stessa isola: l’isola del silenzio. Esiliata ormai da tempo,su quell’isola, per quanto al silenzio mi ci sia abituata, il tuo mi ha fatto male. Tra i censurati, in questo paese,negli ultimi anni, neanche tu mi hai nominata, e invece io sono stata censurata. Ma assolutamente nessuno mi ha mai nominata. Silenzio. Cosa devo dire alla gente che riempie i miei teatri e mi domanda:”Perché non la vediamo più in televisione? ”…”…” Forse, senza, rendermene conto, a volte, sono un po’ troppo ROCK?… forse il mio silenzio è troppo Rock?” . Tu, che sei veramente il re del Rock, Adriano, puoi almeno nominare il mio nome, quando parli dei “censurati”?? Altrimenti rischia di venirmi in mente, che alla fine, è stata la mia censura, ad essere più Rock di tutto, visto che è stata una censura censurata ... Sì... La mia censura è Rock... ma per me è stata uno Shock.

Da una RoKKettara convinta Cinzia Leone

08.12.05

Attacchiamoci tutti al tubo…

Che è meglio che “attaccarsi” ...e basta.
Sulle spiagge quest’estate ho visto dei curiosi tubi di spugna azzurri e gialli, ovunque.
E ho visto migliaia di esseri umani travestiti da papere, attaccarsi a questi tubi e sguazzare felici nell’acqua.
Sbattendo i piedi. Come quando erano bambini.
Le mani, però, allora, erano saldamente attaccate alle mani di un padre, o di uno zio, o di un nonno sorridente.
Oggi, spinti dalla beatitudine di quel ricordo, ci attacchiamo a tutto quello che ci capita a portata di mano, nella speranza di ritrovare quell’irripetibile stato di serenità.

Ci attacchiamo al tubo, ci attacchiamo al frigorifero, al lavoro, al fumo, alla lotta contro il fumo, ci attacchiamo all’idea di fare i figli, ci attacchiamo al bisogno di non staccarli da noi, ci attacchiamo alla nostra squadra del cuore e attacchiamo la squadra del cuore degli altri perché non è la nostra. Ci attacchiamo ai soldi, alla Macarena, al cane, al gatto, ai canarini, alla suocera della Hunzicker, a un brano sentito mille volte sullo stesso CD, all’ultima geniale suoneria del nostro telefonino: lo sciacquone del bagno.
Ci attacchiamo a qualunque cosa sia a portata di “braccia” (le mani non ci bastano, vogliamo proprio le braccia)… ci credo ... non possiamo attaccarci a una montagna, non abbiamo braccia abbastanza larghe,né a una stella, non abbiamo braccia abbastanza lunghe e se anche ci accontentassimo di attaccarci allo scorrimano dell’autobus non troveremmo posto: è già tutto occupato
Mi permetto di avere un’idea (che ovviamente io non sono riuscita a realizzare... ma mi piacerebbe)
Che dite ...?! Possiamo provare qualche volta “a prendere per la mano” invece di attaccarci a tutto, sempre un po’ ansiosi?! Anche perché a ricordarcelo bene “attaccarsi al tubo” significava attaccarsi al niente, rimanere fregati.
Quando prendiamo per mano qualcuno invece, è per fare una passeggiata.

Con molto, moltissimo affetto: insonnia d’oro a tutti, Cinzia