« Dicembre 2005 | Principale | Febbraio 2006 »

28.01.06

Bisogna saper perdere... Non sempre si può vincere.

Era una canzone di molti anni fa.
“Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere”… Parole Sante… che però non riesce a mettere in pratica nessuno… ecco perché sono Sante!
Per capirci qualcosa proviamo a ripercorrere, quello, che nella storia umana ,deve essere successo fin dall’inizio. Siamo stati programmati per VIVERE (non mi riferisco alla serie televisiva, ma a quello che dobbiamo fare noi VIVI, qui, sulla terra) ,quindi, siamo stati dotati di un meccanismo che si chiama “autoaffermazione” : “IO esisto e quindi, vedrete che si saprà in giro”. Senza questo marchingegno è chiaro che sulla terra non ci saremmo stati neanche per un minuto... figuriamoci a vivere. Questo bisogno di autoaffermazione, che purtroppo a volte, si riduce solo alla ripetizione ossessiva e spesso fuori luogo del monosillabo : “IO”, purtroppo, non è ben tarato. E non lo è per nessuno. Quindi, si finisce per dimenticare che mentre io affermo il mio io, altri sette miliardi di io affermano la stessa cosa : IO...
“ IO c’ho fretta quindi passo prima IO...”
“IO non c’ho tempo da perdere...”
“IO sto andando di corsa non capisco perché tutti debbano attraversare la strada proprio adesso (se gli lasci il numero del telefonino, la prossima volta prima di uscire, loro ti chiamano, se tu gli dici che passi loro non escono)...”
“IO sono anni che quando vedo le foglie secche, sulle piante, per strada, le stacco e nessuno, dico, nessuno mi ha mai ringraziato (effettivamente, almeno un giardiniere municipale ogni tanto potrebbe farlo)... “
“IO abito al secondo piano in un appartamento di tre stanze... Speriamo che Dio mi aiuti a trovare al più presto un attico con vista panoramica, di cinque stanze (speriamo).”
Insomma, quell’ IO lì, che in realtà è benedetto, perché senza quell’ IO, non avremmo neanche il coraggio di uscire di casa, ogni tanto esce sì, ma non solo di casa, esce proprio dal suo contenitore che è la testa. E per paura di perdersi tra milioni di IO, perde completamente il senso della realtà... Qui cominciano i guai.
Un po di tempo fa a “Ballando sotto le stelle”, Yuma era nei guai. Di perdere, lei, non voleva saperne.
All’ultimo giro della sua giostra, Yuma, pur di non perdere si è ritirata... Si è tolta via. Come un bambino a cui è stato detto “ciccione”, in un rutto di disperazione ha brontolato... “allora visto che non vi sono piaciuta non mi piacete neppure voi infatti me ne vado ciao”. Bisogna saper perdere,Yuma, non sempre si può vincere. Non è retorico è semplicemente REALE. Piccola Yuma, che evidentemente, anche tu,come noi,non ne vuoi sapere di crescere; nella vita a volte si perde e ci si perde, e per perdere qualcosa di meno, possiamo almeno cercare di non perdere tempo.

14.01.06

Che cosa regalo per Natale quest'anno alla zia Colomba?

Scusatemi, la mia non è una sottrazione. Non sono in grado di scrivere qualcosa di nuovo in questo momento perché sono ovviamente assorbita dal dover incontrare ogni sera 1500 persone (ed è meraviglioso) Quindi mi limito a pubblicare un articolo che ho già scritto per la mia rubrica "Pensieri per non dormire" E' solo il modo piu semplice che ho per mantenere un contatto con voi in questo momento, l'occasione di un chiacchiericcio, di un gioco.
Leggete, ditemi se volete. A Presto.


Che cosa regalo per Natale, quest’anno, alla zia Colomba?

Il profumo no è allergica, il portafoglio no è tirchia, il contapassi no c’ha la sciatica , la cipria no è già opaca di suo. Le regalerò una borsa. Quale? Quella di pelle di culo di cucciolo di ghepardo … (potete stare tranquilli, il cucciolo di ghepardo è ancora vivo, perché gli hanno ricostruito la chiappa chirurgicamente con un ‘altra borsa, quindi non hanno fatto male a nessun animale, però il male lo fanno a noi perché questa borsa costa trecento euro), o quella del marocchino identica a quella di cucciolo di ghepardo però a quindici euro? E’ chiaro che qualche differenza tra un modello e l’ altro c’è.
Quella di ghepardo è antiscippo per definizione: gli scippatori sul motorino al massimo possono fare i trenta orari , il ghepardo quando si mette a correre arriva a fare i 110… figuriamoci quando gli toccano il “di dietro”… è una saetta questa borsa… non la prendi…
Quella del marocchino a quindici euro, è antiscippo pure lei, ma per ragioni diverse: è capitato che alcuni scippatori vedendo una donna anziana con quella borsa, si siano messi una mano sul cuore e abbiano lasciato perdere …figuriamoci …. Da questo punto di vista, zia Colomba può stare tranquilla.
Quella a trecento euro è firmatissima …. Talmente firmata che qualcuno l’ha presentata a Pannella nella speranza che grazie a qualche petizione gli restituissero almeno una parte dei soldi che l’aveva pagata.
Quella del marocchino non è tanto firmata; è più che altro “fermata”, nel senso che il marocchino che la vende è stato inevitabilmente fermato più volte dalla polizia, per contraffazione di firme.
Insomma ognuna, a modo suo ha il suo vantaggio …ma io, alla zia Colomba quale regalo?
Forse per uscire dal tunnel del dubbio tra una borsa vera a trecento euro e una borsa “finta” a quindici euro, ( che a parte il marocchino, che l’ho pagata quindici euro, non se ne accorgerebbe nessuno) mi conviene rinunciare all’idea della borsa e passare ad altro.
Ma che “altro”? E quanto vorrei spendere per la zia Colomba? Quindici euro? Trecento? Una via di mezzo? Forse la zia Colomba da me vorrebbe solo un poco di attenzione, ogni tanto, qualche volta …. Mica dico sempre ….. Ma io, purtroppo, non ho tempo per la zia Colomba, e meno che mai mi posso permettere l’ATTENZIONE, figuriamoci! Le farò un regalo da trecento euro, ho deciso, così, la preziosità, le sembrerà una forma di attenzione. Forse non è così, forse zia Colomba si accontenterebbe di un semplice abbraccio. Purché vero, sicuramente più vero della borsa.

Ora le citofono, salgo e l’abbraccio ……. Forse la faccio felice ….. zia Colombaaaaa …. Sono io zia …… aprimi che salgo …… Buon Natale zia Colomba! ……. Zia …… se mi stringi così mi fai male …. Piano,zia ..…… piano …. piano