« Febbraio 2006 | Principale | Aprile 2006 »

28.03.06

LITIGARE NON SEMPRE VUOL DIRE ODIARE

Sto vedendo la puntata della Fattoria in cui è stato nominato Mastelloni. Che se ne è appena andato dalla fattoria. In studio si sta sviluppando un acceso dibattito sul fatto che tutti i compagni di Mastelloni, nonostante lo abbiano nominato, si siano commossi e dispiaciuti della sua dipartita. Gli ospiti giudicanti si stanno meravigliando che dopo tutti i battibecchi e le esplosioni di aggressività reciproche, invece di festeggiare, per esempio con una “ola” il fatto che lui se ne sia andato, abbiano tutti gli occhi lucidi. …… Che è mò sto dispiacere? …. Fatece vedè l’odio ….. ve odiavate?!
Il derby era : odio contro Amore. Se siete stati allenati a odiare, non ci potete confondere le idee con questi “rimpiantarelli” …. Così ci annullate la partita. Se siete commossi vuol dire che era finta la commozione …. O era finto l’odio? O erano finti tutti e due? O erano veri tutti e due ?…. Bòòòò …. Io quando litigo con mia figlia, con mio marito, con mia cognata, con mia cugina, con quelli in macchina, con quelli in fila per il bancomat ….. insomma quando litigo, io sono proprio come Pamela ….. non mi tengo un cecio in bocca …. Proprio come Berlusconi. Perché nella vita ti devi solo far sentire …. Quindi tocca urlare, tutti, sbraitare,tutti, senno chi ti sente? Se qualcuno la pensa “diverso” da me, io gliele strillo tutte: “ ….” E sarai bravo te ….. proprio quello che dici te ….. ma statti zitto che a te ti puzzano i piedi “ e se quello mi risponde che a me mi puzza l’alito, io gli strillo che a lui o a lei gli puzzano le ascelle, tanto il pubblico sta tutto dalla parte mia , basta che strilli. La gente ormai ha capito che c’ha ragione chi strilla perché vuol dire che è il più forte, che è il meglio perché si impone. Evviva i duelli. Finalmente in televisione si vede la verità, finalmente tutti sti potenti pieni di soldi e di potere fanno quello che è vero cioè quello che facciamo tutti : si sputano, si tirano la roba. Era troppo facile vedere educati e composti quelli che di problemi non ce ne hanno vera mente, ti credo che a loro non gli rodeva mai ….. mò finalmente gli rode pure a loro e si vede .
Su, dai, ripetiamo in coro tutti insieme :”Sì è vero …. A noi ci rode tanto tanto il cu(beep).” Ma facciamolo proprio diventà l’inno italiano. Ancora con quello di Mameli?

21.03.06

Le quote rosa non si riconoscono dal “fiocchetto”

Vorrei proporvi l’ultimo articolo che ho scritto nella mia rubrica : Pensieri per non dormire. Riguarda il problema del ruolo delle donne rispetto al POTERE. Fino a poco tempo fa credevo anch’io che ormai fosse un problema superato, e invece ho scoperto che non lo è.
In realtà è gravissimo il silenzio con cui il POTERE vuole sotterrare l’esclusione effettiva delle donne in qualunque campo. E questo, purtroppo non è neanche più dovuto,come lo era un tempo, alla convinzione di una nostra “inferiorità” nel campo della politica o del lavoro. Oggi questo è solo l’alibi con cui riescono a fare fuori un altro nemico.
Oggi, in questa guerra generale, in questa competizione senza alcun freno tra esseri umani, la donna rappresenta solo un ulteriore antagonista da eliminare. Mi sembrava giusto provare a proporre l’argomento su un giornale come Novella 2000. Non ho la più pallida idea di che risultati possa dare fare una cosa del genere. Intanto ,io lo faccio leggere anche a voi. Caso mai entro pochi giorni cambio subito il post. Intanto vi informo che a Macerata hanno impedito la conferenza stampa sulle quote rosa fino a dopo le elezioni …… tanto per farvi capire….Ecco l’articolo. Sì lo so oggi è tutto molto lungo …..


……. E avrete sentito parlare, spero, di questa storia delle quote rosa? Non sono delle “quote” latte che vengono riconosciute alle donne maggiorate, no no. Sono una specie di “provvedimento” istituzionale-disperato per cercare di ribellarsi ad una supremazia maschile generalmente posizionata ovunque : parlamento, senato, aziende, municipi, comuni, province, ospedali, giardinetti, parchi pubblici, panchine, garage e semafori. Ma voglio darvi un po’ di numeri perché forse non li sapete: su 610 deputati complessivi, rappresentanti ovviamente in proporzione tutte le “parti” politiche, sapete quante donne ci sono? 71 e le donne sono il cinquantadue per cento della popolazione italiana.
Vi sarà capitato di dare un’occhiata in giro e di rendervi conto che le donne che rivestono cariche di potere istituzionali uno se le ricorda, proprio perché sono talmente poche che quelle poche rimangono impresse. Noi donne, in questo momento,grazie all’impennata evolutiva degli ultimi trent’anni, abbiamo la sensazione di aver in mano il mondo …. Qualcuna di noi non si sente per nulla penalizzata in quanto donna, nel campo del lavoro per esempio …… ma lo è suo malgrado, perché per arrivare dove è arrivata ha dovuto sicuramente mettere in atto una “strategia” ….. di qualunque tipo …. Si è dovuta organizzare ….. altrimenti se realmente per puro merito, senza alcuna strategia, le è stato riconosciuto un valore …. Allora c’ha avuto anche molto culo, nel senso che il culo consiste nel fatto che le sia stato riconosciuto il merito …..
Se anche ci si riesce, non mi pare il caso di “sbatterlo” in faccia alle altre ON. Santafe ….ON Santache ….ON Santa non si sa perché …. forse Santa perché c’ha un cachet …. E non c’è nessuna cattiveria nella battuta, mi creda, è solo un modo per ironizzare sul fatto che riuscire, per esempio ad essere candidate nelle liste, per le elezioni, non è affatto così semplice ….. Le candidate vengono scelte da un gruppo chiamato Tavolo dei nominati, . Ma gli uomini nominati per poi nominarne a loro volta altri (un delirio di nomine), non sono nominati col televoto del “Grande Fratello”….. sono uomini nominati da altri uomini (uomini del loro stesso partito) …. Che però poi non nominano quasi mai le donne e se le nominano le lasciano agli ultimi posti, i meno importanti . Voi direte: “ma perché ci sta raccontando tutta questa pallosissima storiellina?” Perché mi piacerebbe che piano piano questa storiellina cambiasse e che le donne, tutte, non solo quelle che hanno già il privilegio di agire in luoghi importanti, si esprimessero un po’ di più su chi le rappresenta in parlamento. Non tutte le donne hanno delle reali capacità in senso politico. Chi non le ha è giusto che vada a casa, ma è giusto che vada a casa anche chi non le ha tra i maschietti, e temo che se dovessimo rispedire a casa tutti i maschietti incapaci, che rivestono incarichi importanti un po’ ovunque, ma soprattutto in politica, qua ci rimarrebbe il vuoto pneumatico, una specie di “Day After”. Questo non vale per tutti, ovviamente, ma per molti sì. Ultima riflessione notturna, e poi chiudo. Che ne sanno gli uomini che ci dovrebbero tutelare attraverso le leggi, dei nostri reali bisogni rispetto a maternità e lavoro, per esempio, che ne sanno del fatto che in una scuola che insegna tutto tranne che a vivere forse bisognerebbe cominciare a lavorare anche sulla formazione interiore dei nostri ragazzi, nel senso di dargli gli strumenti per capire che un “valore” non è una macchina che ti farà uscire con quella della tua classe che senza quella macchina, con te, non ci sarebbe mai uscita, quindi è cretina. Forse la vera difficoltà è fargli capire che un valore è la libertà di scegliere nella vita che vita vorrà vivere e come la vorrà vivere. E per poter fare questo bisogna saper valutare le conseguenze di ogni azione e quindi saper sopportare il” dubbio” Insegniamogli a sopportare il dubbio che è necessario per arrivare a una soluzione, molto più del “buono” per il computer.

07.03.06

Amooore

AAAAAMOOOOOORE ... AAAAAAAMOREEEEEE
AAAAAAAMORE …. AAAAAAAAMORE …AAAAAAAMORE … AMORE …. AMORE ….. Ve la ricordate questa canzone di Mina? E mi pare anche di Cocciante? ….. Una specie di urlo interiore, talmente potente, che non si poteva non urlare: “THE POWER OF LOVE”. Forse quell’urlo era un desiderio disperato,un bisogno umano primario, essenziale per dare senso a tutto. Io stessa a volte sento talmente tanto l’insopportabile mancanza dell’amore, che andrei a invocarlo, correndo come una folle di Dio, sul raccordo anulare, continuando a girare tutto in tondo al raccordo fino a che Dio non mi sente …..ma non sarei sola …. lo so …. Con me ci sarebbero tante altre compagne di viaggio che basta vederle in televisione e sui giornali per rendersi conto di quanto siano addirittura sconvolte dalla potenza del sentimento dell’amore : la Lecciso che per AMORE sposandosi con Albano, avrebbe quasi rischiato di sacrificare quella splendida carriera che spetta di diritto al suo singolarissimo talento. La Falchi, che accecata dalla semplicità d’animo e dall’intensissimo fascino di Ricucci avrebbe scelto di sposarlo in una chiesetta di campagna , soli, soli, loro due, ebbri di se stessi l’uno tra le braccia dell’altro. Amanda Lear e il suo possibilissimo Manuel Casella, una passione talmente potente da superare quei quarantacinque anni che li dividono, d’altra parte quell’esplosione di femminilità di Amanda Lear farebbe crollare anche un albero. L’innocente Gregoracci e quel Sant’uomo di Briatore. Lui, di lei dice di aver apprezzato i genuini valori di una ragazza del sud. Io aggiungerei che ha apprezzato anche le tette del nord e il retro del centro Amori incontenibili, intensi, talmente vibranti che pur avendo scelto di essere vissuti con discrezione, sono stati “scoperti” dagli obiettivi impertinenti dei fotografi. Fosse stato per loro, non sarebbero neanche usciti di casa, pur di non rinunciare alla loro intimità
Non sentiamoci sole, quindi, quando amiamo se amiamo, perché questo è proprio il momento storico dell’AMORE …. PURO … quello sconvolgente di Anna Karenina di Madame Bovary e di Alvaro, il carburatorista che lavora proprio qui sotto casa mia . C’ha cinquant’anni, si sente solo, e adesso si sposerà con Wan Chong una cinesina in cerca di permesso di soggiorno, per poter continuare a fare i massaggi,con i geroglifici cinesi, sulla spiaggia.
E noi intanto, continuiamo a domandarci, dubitando, se l’uomo o se la donna che abbiamo scelto ci amano veramente, se i nostri figli, ci amano veramente, se almeno il cane, ci ama veramente …… Impossibile avere una risposta che sia reale,perché l’amore non si può misurare, si può solo “sentire” fidandoci di quello che sentono anche gli altri.
Forse però, fidandoci un po’ meno di quello che si vede in giro, che più che amore ha il colore del clamore e più che emozione sembra solo la “solita trasmissione”. Ci conviene fidarci un po’ più del nostro. Sbilenco, banalotto, tutto pieno di scontri, ma è il nostro. Infatti non sta sui giornali. Sta dove sta.