« Amooore | Principale | LITIGARE NON SEMPRE VUOL DIRE ODIARE »

Le quote rosa non si riconoscono dal “fiocchetto”

Vorrei proporvi l’ultimo articolo che ho scritto nella mia rubrica : Pensieri per non dormire. Riguarda il problema del ruolo delle donne rispetto al POTERE. Fino a poco tempo fa credevo anch’io che ormai fosse un problema superato, e invece ho scoperto che non lo è.
In realtà è gravissimo il silenzio con cui il POTERE vuole sotterrare l’esclusione effettiva delle donne in qualunque campo. E questo, purtroppo non è neanche più dovuto,come lo era un tempo, alla convinzione di una nostra “inferiorità” nel campo della politica o del lavoro. Oggi questo è solo l’alibi con cui riescono a fare fuori un altro nemico.
Oggi, in questa guerra generale, in questa competizione senza alcun freno tra esseri umani, la donna rappresenta solo un ulteriore antagonista da eliminare. Mi sembrava giusto provare a proporre l’argomento su un giornale come Novella 2000. Non ho la più pallida idea di che risultati possa dare fare una cosa del genere. Intanto ,io lo faccio leggere anche a voi. Caso mai entro pochi giorni cambio subito il post. Intanto vi informo che a Macerata hanno impedito la conferenza stampa sulle quote rosa fino a dopo le elezioni …… tanto per farvi capire….Ecco l’articolo. Sì lo so oggi è tutto molto lungo …..


……. E avrete sentito parlare, spero, di questa storia delle quote rosa? Non sono delle “quote” latte che vengono riconosciute alle donne maggiorate, no no. Sono una specie di “provvedimento” istituzionale-disperato per cercare di ribellarsi ad una supremazia maschile generalmente posizionata ovunque : parlamento, senato, aziende, municipi, comuni, province, ospedali, giardinetti, parchi pubblici, panchine, garage e semafori. Ma voglio darvi un po’ di numeri perché forse non li sapete: su 610 deputati complessivi, rappresentanti ovviamente in proporzione tutte le “parti” politiche, sapete quante donne ci sono? 71 e le donne sono il cinquantadue per cento della popolazione italiana.
Vi sarà capitato di dare un’occhiata in giro e di rendervi conto che le donne che rivestono cariche di potere istituzionali uno se le ricorda, proprio perché sono talmente poche che quelle poche rimangono impresse. Noi donne, in questo momento,grazie all’impennata evolutiva degli ultimi trent’anni, abbiamo la sensazione di aver in mano il mondo …. Qualcuna di noi non si sente per nulla penalizzata in quanto donna, nel campo del lavoro per esempio …… ma lo è suo malgrado, perché per arrivare dove è arrivata ha dovuto sicuramente mettere in atto una “strategia” ….. di qualunque tipo …. Si è dovuta organizzare ….. altrimenti se realmente per puro merito, senza alcuna strategia, le è stato riconosciuto un valore …. Allora c’ha avuto anche molto culo, nel senso che il culo consiste nel fatto che le sia stato riconosciuto il merito …..
Se anche ci si riesce, non mi pare il caso di “sbatterlo” in faccia alle altre ON. Santafe ….ON Santache ….ON Santa non si sa perché …. forse Santa perché c’ha un cachet …. E non c’è nessuna cattiveria nella battuta, mi creda, è solo un modo per ironizzare sul fatto che riuscire, per esempio ad essere candidate nelle liste, per le elezioni, non è affatto così semplice ….. Le candidate vengono scelte da un gruppo chiamato Tavolo dei nominati, . Ma gli uomini nominati per poi nominarne a loro volta altri (un delirio di nomine), non sono nominati col televoto del “Grande Fratello”….. sono uomini nominati da altri uomini (uomini del loro stesso partito) …. Che però poi non nominano quasi mai le donne e se le nominano le lasciano agli ultimi posti, i meno importanti . Voi direte: “ma perché ci sta raccontando tutta questa pallosissima storiellina?” Perché mi piacerebbe che piano piano questa storiellina cambiasse e che le donne, tutte, non solo quelle che hanno già il privilegio di agire in luoghi importanti, si esprimessero un po’ di più su chi le rappresenta in parlamento. Non tutte le donne hanno delle reali capacità in senso politico. Chi non le ha è giusto che vada a casa, ma è giusto che vada a casa anche chi non le ha tra i maschietti, e temo che se dovessimo rispedire a casa tutti i maschietti incapaci, che rivestono incarichi importanti un po’ ovunque, ma soprattutto in politica, qua ci rimarrebbe il vuoto pneumatico, una specie di “Day After”. Questo non vale per tutti, ovviamente, ma per molti sì. Ultima riflessione notturna, e poi chiudo. Che ne sanno gli uomini che ci dovrebbero tutelare attraverso le leggi, dei nostri reali bisogni rispetto a maternità e lavoro, per esempio, che ne sanno del fatto che in una scuola che insegna tutto tranne che a vivere forse bisognerebbe cominciare a lavorare anche sulla formazione interiore dei nostri ragazzi, nel senso di dargli gli strumenti per capire che un “valore” non è una macchina che ti farà uscire con quella della tua classe che senza quella macchina, con te, non ci sarebbe mai uscita, quindi è cretina. Forse la vera difficoltà è fargli capire che un valore è la libertà di scegliere nella vita che vita vorrà vivere e come la vorrà vivere. E per poter fare questo bisogna saper valutare le conseguenze di ogni azione e quindi saper sopportare il” dubbio” Insegniamogli a sopportare il dubbio che è necessario per arrivare a una soluzione, molto più del “buono” per il computer.

Commenti

Cara Cinzia!!
Sono completamente d'accordo con te!!
Sono Valeria e ho 22 anni(tra poco 23 e confido nel numero per aspettarmi un anno, non dico migliore...vabbè va migliore!!Anche se i nostri cari amici politici hanno messo le elezioni proprio il giorno del mio compleanno...quindi il 10 aprile saprò se festeggiare o meno!).
Detto questo vorrei confermare quanto dici!!
SOno cresciuta con una mamma che faceva parte di uno dei tanti movimenti femministi che si trovavano a Roma negli anni 70!
E con una madre così attiva, non poteva che uscirne una piccola-nuova femminista!
Il punto è che le prime a sbagliare sono le donne -non tutte- che non si rendono conto che di strada, povere noi, ne abbiamo ancora parecchia da fare!
Magari a loro basta sapere che c'è un ministero per le pari opportunità per sentirsi tutelate!
Ma già il fatto di sentirsi tutelate vuol dire che qualcosa da tutelare c'è, e questo mi fa molto pensare!
Il fatto di doverci definire come donne già pone un problema, un uomo non si presenta dicendo sono un uomo, a noi tocca farlo.
Vorrei davvero sperare in un mondo diverso, senza pregiudizi.
Penso che tocca darci una mossa, far sentire la nostra voce perchè di cose da dire ne abbiamo sono parecchie, troppe purtroppo!
Spero solo di non parlare a vanvera, ma leggendo il tuo blog so di non farlo e di non averlo mai fatto!
Al canto di "suffragette a noi" tratto dal film Mary Poppins, e al grido di "credete in Dio, ELLA vi aiuterà" di Emmeline Pankhurst, ti saluto e ti abbraccio!
Ti seguo da quando facevi "La tv delle ragazze" (Bei tempi femministi!), ti ho vista a teatro parecchie volte e ti assicuro dal profondo del mio cuore che ti adoro...Sei una Grande CINZIA continua così!
Un bacio
Vale

Cara Cinzia, la faccenda delle quote rosa mi fa infuriare; cosa siamo noi donne una specie di foche monache da tutelare tramite il wwf? Siamo donne con un cervello, con delle capacità da mettere in campo, e se valiamo veramente, non ci sono uomini che tengano. Ho sessant'anni suonati, la mia vita l'ho passata a combattere le battaglie per la parità delle donne, per il diritto di famiglia, l'aborto, il divorzio etc. Sono stata militante e dirigente del vecchio PCI. Non ho mai ricoperto però incarichi istituzionali, per mia scelta. La politica anche se di sinistra almeno nella mia Città, è stata spesso e volentieri amministrata con le stesse modalità della destra(affari, intrallazzi etc). Allo scioglimento del PCI ho aderito alla mozione Cossutta (era così tanta la gente che sperava veramente in qualcosa di nuovo e di pulito),ed ho contribuito alla nascita di Rifondazione Comunista, ricoprendo un incarico a Livello Nazionale. Purtroppo però, la voglia di potere di uomini e donne, si è presto ripresentata sempre con il vecchio e logoro volto. Avevo giurato a me' stessa che non sarei stata ad ingoiare tanta cacca come nel perido dell'ultimo PCI, e quindi, ho salutato i compagni e mi sono riirata. Non per questo, ho perso la voglia di essere tra la gente e nel sociale, tuttavia, le donne che conosco e che fanno politica, almeno dalle mie parti, sono delle poltroniste, arriviste al pari degli uomini(ti basti pensare che una, si ricandida per la terza volta, e per questo, è riuscita a fottere persino il segretario provinciale DS).Mi domando dovè finita l'etica,e l'idealità della politica vera. Le quote rosa non servono a niente e tantomeno alle donne, forse occorre un nuovo sentire, una nuova maniera di fare politica. Un movimento di donne, trasversale a tutti i partiti, che autonomamente, senza quote, sappia trovare la via e il modo di ridare dignità e fiducia, non solo alle donne, ma anche alla politica.
Alma

Cara Alma prima di leggere i numeri e di vedere cosa è successo proprio in questi ultimi giorni, per esempio la sospensione fino a elezioni avvenute della conferenza stampa che doveva svolgersi a Macerata, sul problema delle donne in politica( quindi anche quote rosa), la pensavo proprio come te. Tutto quello che tu racconti di aver fatto è molto interessante ma fa parte di un'altra epoca storica e politica. Un'epoca in cui le valutazioni e i termini erano completamente diversi. Le donne di oggi sono diverse, come hai detto tu. Ed è proprio lì il problema. Le donne oggi hanno un livello competitivo uguale a quello maschile. Ed è proprio per questo che gli uomini non le vogliono tra le palle . Perchè sono motivate, come gli uomini dallo stesso bisogno di AUTOAFFERMAZIONE,che è la parola chiave di questi anni. E' su questa consapevolezza che le donne devono lavorare. Perchè qui lo scontro non è contro gli uomini, è contro il potere.E siccome il potere è controllare le paure degli altri,essere consapevoli dei nostri limiti e sapere di che pasta sono fatte le nostre azioni non potrà che aiutarci. Come vedi cara Alma, il potere ha già fatto in modo che su 610 deputati solo 71 siano donne.. Se non ci garantiamo gli spazi politici per noi tutto rimarrà estremamente faticoso . Bisogna cercare di essere un pò meno snob, e fare i conti con la realtà che i più furbi hanno già trasformato in reality. In fondo di me, di te ..... chissene frega, noi in fondo , ce la caviamo ..... ciaocinzia

Cara Cinzia hai perfettamente ragione, che dei comuni mortali il potere se ne frega. Il nocciolo della questione è proprio questo. Vedere chi gestisce il potere, non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale. I comuni mortali, nella loro vita vita quotidiana, incontrano il problema del caro bollete(vedi acqua), e se come quì a Carrara, proprio il Comune di sinistra, dove ci sono anche delle donne, svendono a privati la gestione dell'acquedotto, allora non si tratta più di affermazione delle donne; ma di comportamenti femminili, simili a quelli maschili. A non riconoscermi in questo fenomeno, non sono la sola, visto che si è costituito un comitato di difesa delle acque e dei cittadini,dove, guarda caso la maggioranza sono proprio le donne.Autoaffermazione sì, ma senza mai perdere quella diversità di genere, quella innata sensibilità che sempre ci ha contraddistinto. Avviarci verso una società all'americana, dove le donne in carriera sono peggiori dei loro colleghi maschi, a dire il vero mi fà un pò schifo. Ma mi fanno schifo anche le cordate,le quote, le conventicole delle donne. Tutti luoghi, dove l'intelligenza viene offesa, in favore della spinta, della carriera, del potere al femminile=a quello maschile. Non credo che la società odierna abbia bisogno di ciò. Così come la donne semplici dei quartieri cittadini, non si sentano affatto rappresentate da parlamentari che a parole sono vicine, ma in realtà distanti anni luce, dai loro bisogni autentici.Certo contare fa sentire forti, potenti, ossequiati, ma non credo sia la medicina giusta per le donne. Chi ha cervello, chi è in gamba prima o dopo trova il suo spazio, la sua affermazione. Cosa ce ne facciamo di una tantum, se poi anche se donne sono teste di legno? Quello che vorrei riaffermare,è che il ruolo della politica è scaduto, la gente sempre meno va a votare perchè non ci si confronta solo con i bei discorsi in campagna elettorale, ma ogni giorno, nelle realtà locali. O si capisce questo, o altrimenti quote o non quote, la politica sarà sempre meno frequentata dalle persone sia di sesso maschile che femminile.E la società civile, è formata da tutti e due i generi. Le donne forti, guerriere, le matriarche o amazzoni che siano, mi fanno paura e non perchè o sessant'anni. In realtà me ne sento venti, e sempre pronta a combattere per delle cause giuste, sempre con i giovani e anche con i meno giovani. Non basta avere una certa idea per credersi nel giusto, poveretti coloro che non si pongono mai domande o non hanno mai dubbi.Io i dubbi li ho, e spero che li abbiano anche altre persone.

E' un discorso molto complesso e temo che non ci siamo capite rispetto alla parola potere. Comunque, come immaginavo, questo è un argomento di cui non gliene frega niente a nessuno, visto la scarsa risposta che ha avuto il Post. E' questo su cui dobbiamo riflettere cara Alma, molto più che su faccende che posso anche condividere, ma non trovano posto nella realtà interiore degli altri .... cambierò il post, inutile insistere ciao comunque grazie cinzia

Hai ragione cara Cinzia, parlare di potere e quote, non stimola le donne. Forse è proprio questo distacco che dovrebbe far riflettere più che noi due, chi ci governa, ma anche i partiti dell'opposizione. E' vero che non si vive di sola politica, ma anche vero che quando si crea un baratro tra questa, e la gente comune, è la stessa democrazia ad essere messa in gioco.Forse se il blog parlava del trapianto di capelli...!!!??? o di come togliere le borse dagli occhi...!!!?? Avrebbe avuto più adesioni. Pazienza un bacione, tua Alma.

p.s. Se ti capita, rendilo noto questo fatto, per me oltre che indicativo, è allarmante.

ciao cinzia, ti ho vista ieri sera al concerto all'auditorium. un'emozione grandissima vederti lì che ti seguo da tanto sia in tivvù che a teatro; ripensavo ieri durante le canzoni all'impiegata delle poste "dalle otto alle otto" e alla pizza di fango del camerun e nell'emozione e nella gioia del concerto avevo un sorrisone grande che mi sono portata a casa tanto che il frigo mi ha chiesto che droghe avessi preso! mi sarei voluta avvicinare per esprimerti la mia stima oltre che per la carriera ma anche per il tuo viaggio travagliato iniziato con quel BUM al cervello, lo stesso bum che ha sentito qualche mese dopo mia madre una mattina...tanta preoccupazione e poi la scoperta della sua emorragia cerebrare, il ricovero al lancisi del san camillo (dove pare sia stata anche tu) e il suo "viaggio in italia" attraverso ospedali, mani amiche e professori illustri e brava gente. oggi, come te, anche se con qualche acciacco e strascico lei, oggi mia mamma ce l'ha fatta. è una Grande, come Grande sei tu! volevo dirtelo di persona, ti apprezzo per la tua forza, per la tua carica, per la simpatia (ma tutti si può essere simpatici, cavolo!) ma soprattutto per la tua Umanità.
mi hai colpito alla fine dello spettacolo Rodimenti che avevi le lacrime agli occhi e volevi gli indirizzi delle persone per continuare lo spettacolo nei condomini!
bè, nel rispettare la tua privacy ieri sera, oggi sono stata fortunata e ho trovato per caso il tuo blog. ti lascio il mio saluto, la mia ammiarazione e un grande In bocca al lupo, Grande Donna!
pupa

Cara Cinzia,
il tuo articolo sul ruolo delle donne rispetto al potere mi ha molto interessato dall'inizio... alla fine. Anzi è proprio la fine che mi ha fatto riflettere di più...Se noi donne, dico tutte insieme, tirassimo fuori il nostro valore,non avremmo bisogno di ricorrere a particolari strategie nè a comportarci come gli uomini...Ci vorrebbe un'altra rivoluzione culturale!
A trent'anni, ho tirato fuori ben poco del mio valore, per questo mi rimbocco le maniche e continuo la mia strada...
n.b. cara Cinzia scrivi altri articoli sul tema, la goccia scava la pietra! Un abbraccio grande, Eleonora

Ciao Cinzia, il mio commento non c'entra niente con l'articolo che hai scritto, ma è
semplicemente un ringraziamento che mi sento di farti dopo aver visto il tuo ultimo spettacolo e il video della tua intervista "allo specchio". Sono molto giovane, ho 22 anni, non posso di certo dire di saperne granché della vita, ma in qualche modo mi sono accorto anche io che il tempo ha la capacità di cambiare completamente le cose... Volevo ringraziarti perché trovo che nelle tue parole ci sia tanta umanità e tanto coraggio, il coraggio di metterti a nudo per farci sentire tutti meno soli! Questa, secondo me, è la tua qualità più bella, oltre alla capacità de famme ride proprio de core. Grazie Cì! Ciao da Daniele

Ah Daniè .... che figo sentirselo dire ciao grazie cinzia

Io non so un granchè di potere, femminismo e quote rosa, ma provo lo stesso a dare il mio contributo. Nell'immediato il primo pensiero che mi viene è: se gli uomini non ci danno il potere (dove s'è visto che chi ce l'ha il potere, lo spartisce con il rivale??), forse allora dobbiamo essere più decise nel prendercelo da sole. Certo è una parola! Quando i capi sono uomini e ti fanno lo sgambetto magari.
Non so..io vedo nel mio piccolo quotidiano che c'è ancora diffusa nella mentalità più comune questo sottile suggerimento dell'inferiorità delle donne: perchè il mio assicuratore a me tenta di farmi contenta e co....ata e invece quando telefona mio marito scatta sull'attenti? Oppure perchè quando si va a fare benzina capita di vedere il benzinaio che si sbraccia e si mette le mani nei capelli per far fare manovra alla conducente donna davanti a te?
Queste sono solo piccole considerazioni che magari lasciano il tempo che trovano...vorrei solo dire che per cambiare le cose bisogna agire alla radice. Come fanno le donne a dedicarsi alla carriera se non hanno un supporto concreto per mandare avanti la famiglia?
In Germania (tanto per fare un esempio) le politiche per la famiglia sono davvero all'avanguardia e credo non sia un caso se le donne lì sono più emancipate. Una mia amica ha avuto una bimba da sola (nel senso che ha dovuto crescerla senza un uomo accanto) e non ha affatto rinunciato alla carriera, perchè ha potuto portare la figlia all'asilo pubblico, ha ricevuto un sussidio sostanzioso per il fatto di essere sola, potendosi così permettere una casa più che dignitosa, una macchina, una baby sitter e soprattutto di lavorare con il massimo impegno, facendo anche straordinari e riuscendo ad ottenere delle promozioni.
Insomma quello che vedo da lei, non lo vedo qui in Italia.

Forse a volte non si leggono gli articoli con attenzione, oppure chi li scrive(in questo caso ,io) non riesce a sottolineare i punti salienti.Avete letto bene le cifre? Su 610 parlamentari solo 71 e ripeto 71, sono donne. Come ce lo prendiamo il potere? Gli uomini sono 549! Ma di che stiamo parlando?! e vorrei dire questo anche ad Alma. Sono gli uomini del loro stesso partito a scegliere le donne da candidare. Quindi lo capite che siamo prigioniere dell'immobilità a cui decidono di condannarci , a meno che decidano di graziarci? E' per questo che se noi siamo "Rosa Quote", loro sono "MARIO MALAFEDE". Qui..... un pò tutte, esprimiamo insofferenza ad un "qualcosa" che sembra a molte ..... superato .... antico.Ma è con la realtà che bisogna fare i conti .... tra l'altro, scusate, il mio blogmaster ha problemi con internet e non riesce a pubblicarmi nessun altro post Posso parlare solo da qui per un pò...... Comunque, Laura come vedi evidentemente in germania, la situazione è ben diversa, forse le donne sono riconosciute semlicemente alla stregua di qualunque altro essere umano che in quanto tale ha dei diritti, come dei doveri.In realtà il punto non è nemmeno questo. E' che il POTERE non vuole fra le palle nulla che lo possa ostacolare o impegnare su cause che lo portano lontano dal suo vero obiettivo che è: VINCERE, anche a costo di far fuori gli altri o le altre,

Cara Cinzia,
mi pare che siamo d'accordo! Gli uomini che evidentemente hanno il potere non vogliono dividerlo con le donne. Qualcuno ha suggerito che sono le donne a rifiutarsi di entrare in politica perchè preferiscono fare altro (????).
E le donne che hanno il potere non vogliono dividerlo con gli altri (e con le altre). Dunque il vero problema è una questione di avidità?!
Ok. E allora che si fa? Booo, io non lo so. Immagino che come le donne sono riuscite ad arrivare qua (come stavamo un secolo fa?) un modo per guadagnare altro terreno ci sarà pure.
Intanto parlarne aiuta. Se non altro per far prendere coscienza alle donne e a gli uomini dei problemi che ancora ci sono da risolvere.
In fondo è pur sempre pubblicità :-) Come si dice, l'importante è che se ne parli...

premessa: non so se sono più arrabbiata con gli uomini o con le donne.
I primi perchè il potere lo difendono a denti stretti, le seconde perchè pur di avere ( o meglio, credere di avere) un surrogato di potere si abbassano ai ricatti più indegni e tristi schierandosi con gli uomini, avvalorando il loro potere e lasciando sempre più sole le Donne che si battono per la famigerata parità di diritti.
I risultati sono evidenti...
Nel nostro paese non gliene frega niente a nessuno delle quote rosa, Cinzia ha ragione!
Qualcuno di voi ha seguito le votazioni in parlamento circa la legge sulle quote rosa?
qualcuno si ricorda che è stata chiesta la segretezza per il voto?e proprio durante questo voto segreto i parlamentari (a questo punto non distinguo più destra e sinistra) hanno votato contro le quote rosa.
Poi in un secondo momento e senza essere coperti da anonimato i parlamentari in toto hanno votato a favore.
Questo accade in parlamento, nella vita di tutti i giorni accade che molte donne pur di agguantare il potere si devono dimenticare dei loro diritti e di una parola molto in disuso...dignità.
So di essere molto dura e chiedo in anticipo scusa per lo sfogo...ma credo MOLTO nell'onestà intellettuale e mi sento molto sola in questo.

Come vedi non lo sei e in fondo non lo è nssuno se non vuole esserlo. cinzia leone

Ho scritto quest'articolo sul mio blog tempo fa, non so se risponde a quello che tu scrivi, ma è quello che penso sulle donne e le cd. quote rosa.

L' altra sera, dopo una riunione di partito, dove come accade ormai da tempo mi ritrovo ad essere l'unica donna tra uomini, ho ripensato alle cd. "quote rosa". A quella soluzione con la quale si è tentato di risolvere il problema della rappresentanza femminile in politica e nelle istituzioni. E di come nella mia sezione quella soluzione non sia servita a niente!
Tornata a casa mi sono casualmente imbattuta in un saggio di Virginia Woolf "Una stanza tutta per sé" e più leggevo, più mi balenava in testa un dubbio: "E se le quote fossero il frutto di un risentimento?
Un risentimento che traduce l'incapacità della società moderna e occidentale a risolvere le questioni di genere?
Se è così - mi sono detta - allora ecco spiegato il loro limite, la loro inconsistenza."
Chi ha letto il saggio della Woolf ha senza dubbio colto l'ostilità della scrittrice verso una scrittura del risentimento, una scrittura non "liberamente creativa" ma influenzata dal proprio obiettivo polemico.
Ed è forse questo lato polemico, questo risentimento che non consente ancora alle donne di essere "liberamente e pienamente soggetto politico".

Il femminismo, la rivoluzione che ne è conseguita, i cambiamenti prodotti non sono stati sufficienti a chiudere il cerchio. La donna, in alcuni campi come quello economico, politico e istituzionale ancora arranca ad affermarsi. E non a caso si tratta di settori dove nasce, si radica e cresce il potere reale.

"Per secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere la figura dell'uomo ingrandita fino a due volte le sue dimensioni normali" scrive la Woolf, che molto probabilmente si sorprenderebbe nel constatare che le donne svolgono, in un certo senso, ancora quella funzione, aggrappandosi letteralmente al potere degli uomini. Non per esserne parte in un processo di integrazione e di crescita, in un più semplice dare e avere. Ma, piuttosto, in un processo che consenta alla donna stessa di conservare la posizione conquistata con fatica.

Tutto questo perché, acquisiti i diritti, esse non riescono a fare l'ulteriore e determinante passo di abbandonare "il desiderio di nascondersi dietro un velo...".
La mancanza di opportunità, di preparazione, di tempo sono argomenti che non reggono più. Le donne devono imparare a camminare da sole senza cercare il braccio del potente di turno. Aiuto funzionale per altro solo a lui.
Le donne devono abbandonare la "polemica". Le quote sono servite ad esserci ora bisogna andare oltre rapportandosi con la realtà e i problemi reali. Bisogna cioè abbandonare la questione di genere. Il risentimento. E divenire liberamente e pienamente soggetto politico ossia alla pari degli uomini.

E allora? Che vuol dire questo bellissimo discorso che condivido in pieno,teoricamente. Figurati se non sono per il superamento assoluto della cultura del risentimento,per l'evoluzione delle coscienze che sono l'unica, vera opportunità di cambiamento, anche se in tempi storici inevitabilmente lunghissimi. GIUSTO! Ma in Parlamento i deputati uomini sono 539 e le donne sono 71.

Comunque, Raissa, se ritorni un pò in sù, c'è una risposta ad Alma che parla proprio di questo. Mi ero dimenticata di dirtelo nella mia risposta qui sopra. Se ti va leggitela ciao cinzia baci .....

Cara Cinzia, sono perfettamente d'accordo con te ed Alma. Ho seguito con attenzione le vostre parole... Ma mi sorge spontanea una domanda: di queste 71 donne in parlamento, come mai tra le più conosciute ed invitate in tv ci sono "personaggi" come la Mussolini e la Santanchè?
La prima che c'ha l'educazione sotto le scarpe per non parlare del suo "elegante" modo di esprimersi, mentre la seconda fa tanto la "signora-bene" e poi sfoggia il dito medio agli studenti in manifestazione!
Non voglio dire certamente che le altre 69 donne in parlamento siano su questo piano (lo voglio ben sperare), però le due "signore" che ho citato sono chiamate molto spesso in tv quale rappresentanza femminile per esprimere pareri ed opinioni...

Quelle 71 donne rappresentano un piccolo universo, che ovviamente ha le sue "leggi" e le sue stratificazioni di potere.
E' inutile continuare a cercare "COLPE". Nella vita non ci sono colpe, purtoppo, e questo è dolorosissimo, c'è quello che c'è. Con quello che c'è bisogna fare i conti. Capire serve solo a muoversi meglio, a non perdere tempo prezioso. Certo che i LIMITI ci sono, a migliaia. C'è solo da lavorare, e credimi anche io comincio a non avere più la forza. Per quanto riguarda la televisione ..... ti ricordi quando mi hai vista in televisione, l'ultima volta? ..... Chi mi hai detto che sarebbe giusto mandare in televisione?????????? ciao cinzia

71 deputate... ecco quando scrivo: "Per secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere la figura dell'uomo ingrandita fino a due volte le sue dimensioni normali" scrive la Woolf, che molto probabilmente si sorprenderebbe nel constatare che le donne svolgono, in un certo senso, ancora quella funzione, aggrappandosi letteralmente al potere degli uomini. Non per esserne parte in un processo di integrazione e di crescita, in un più semplice dare e avere. Ma, piuttosto, in un processo che consenta alla donna stessa di conservare la posizione conquistata con fatica."

cerco proprio di cogliere il nocciolo del problema e forse intuisco che è lo stesso che poni tu. Le donne devono avere il coraggio di "togliersi il velo" e "cominciare a camminare da sole senza cercare il braccio del potente di turno". Non devono cioé asservire il potere sentendosene ipocritamente parte.

Avendo vissuto la realtà del partito (ds per la precisione) e la spartizione del "potere" all'interno di esso, ti posso testimoniare che l'impegno, le capacità contano poco... soprattutto quando bisogna garantire la cd. "quota rosa". Ecco le donne dovrebbero avere il coraggio di sottrarsi a questa logica... sarebbe il primo passo per la creazione di opportunita e crescite non solo individuali ma soprattutto per la collettività e la democrazia.

Che c'entra!
Cinzia, tu in tv appari troppo poco e questo è un male! In mezzo a tante cose inutili i tuoi interventi sarebbero una ventata d'aria fresca!
Sei grande!

Quì da mè, si è scatenata la bufera. Dai ds sono uscite prima delle elezioni, le due donne più rappresentative a livello di movimenti e associazionismo. Si sono candidate nella lista Di Pietro. Una è ex sindaco (una persona veramente onesta e splendida, l'altra è stata responsabile alle pari opportunità del comune e assessore al sociale, altra donna onesta e capace).Ora, a Carrara, città per tradizione di sinistra, come voti il primo partito è forza Italia. Quando ti raccontavo che chi governa da sinistra, non può comportarsi come la destra, le mie paure hanno avuto conferma. Nei ds è bufera, si è chiesto al sindaco di non ricandidarsi, ci saranno riunioni e verifiche, ma intanto sono le donne e la società civile a pagare il caro prezzo, della plitica fine a se stessa: gestire il potere per interesse personale o per banda!Ci vuole il corraggio di dire basta. Per troppo tempo, abbimo fatto quello che diceva dario fò: andare a testa alta, perchè altrimenti la merda ci entrava in bocca!

Vedo dai commenti che qui mancano le quote azzurre? ;-)))

Mi e' piaciuta molto una vignetta di Massimo Bucchi sull'argomento, pubblicata da Repubblica

Metadonne o... metadone?
Io credo che per i parlamentari italiani cosi' drogati al loro posto sarebbe meglio il metadone.

Solo un commento per sdrammatizzare. Anche perche' debbo essere sincera ho notato una cosa dove c'e' una donna al "potere" difficile che ce ne sia un'altra. Perche'? La Bonino per esempio sta nei radicali da tanto ma perche' non si fa affiancare anche da un'altra donna? Ho il sospetto che, dal momento che noi ci conosciamo molto bene siamo noi stesse a non fidarci di noi quando arriviamo in un posto chiave. Vietato tirare pommodori, carote, insalata.... un abbraccio

La vera rivoluzione in politica, penso sarà proprio rappresentata dalle donne se e quando, cercheranno di essere se stesse, con le loro fragilità, diversità, sensibilità ovvero: femminilità. Le donne che conosco e che fanno politica, spesso, proprio perchè costrette a vivere la politica in un mondo tutto al maschile, alla fine si comportano come loro: i maschi. Mi piace l'idea di farsi affiancare da altre donne capaci, ma quì casca l'asino, perchè nessuna di loro ( di quelle in politica lo fà?). Forse la paura della concorrenza, un senso di gelosia, o il vivere il potere a qualsisasi livello alla maniera dei maschi? Superare questa visione angusta, servirebbe a formare una classe di donne politicamente valide e capaci, inoltre, dare loro un'occasione per dimostrarlo e diventare più numerose.

GRAZIE! Siamo finalmente arrivati al punto. L'evoluzione nel senso di emancipazione da comportamenti contraddittori, riguarda IL GENERE UMANO in assoluto. Non è solo una questione femminile. Il problema del potere è profondamente correlato, a mio parere, al problema del nostro bisogno (sia gli uomini che le donne)di stabilire il nostro valore personale sull'eliminazione dell'ALTRO, piuttosto che sulla capacità di confrontarsi con l' ALTRO. Questo è il vero problema. Ma nella realtà, il rapporto con noi stessi non è mai considerato nè nominato. Non c'è. Siamo terrorizzati dall'idea di poter incontrare la nostra vera immagine, terrorizzati dallo scoprire che siamo invidiosi, congelati dalla paura che gli altri siano migliori di noi, che noi, non si sia all'altezza di alcuna faccenda. Come possiamo fare qualcosa di veramente utile per tutti, quando siamo così presi ed impegnati a gestire il problema del nostro valore rispetto agli altri? gli uomini non ci vogliono fra i piedi, sul piano della parità, solo perchè rappresentiamo un ulteriore pericolo per il loro IO traballante. E noi gli giriamo intorno più traballanti di loro. O ci prepariamo a partire dalla VERITA' rispetto a noi stesse o non combineremo niente di buono..... parliamone Cinzia ..... tra l'altro, secondo me la chiave di volta starebbe proprio nel coraggio della sincerità, in primo luogo con noi stesse e poi con la realtà, ossia con gli altri. In questo terribile momento di onnipotenza generale, la correttezza della sincerità risuonerebbe come una bomba che può squarciare il muro della falsità. Ariparliamone Cinzia ..... Sto guardando Reporter, la trasmissione di rai tre sul finanziamento pubblico dei giornali ..... E' guerra ...... AIUTO!!!!!! Cinzia

hwrmfij edtvgnhbr phazws hzvt cqlia lmrzeniq xihgbmp

hwrmfij edtvgnhbr phazws hzvt cqlia lmrzeniq xihgbmp

hwrmfij edtvgnhbr phazws hzvt cqlia lmrzeniq xihgbmp

kuamcsq pqjidsrk tbdxhk ixbtcak urwvhl ycbew asoydli http://www.menrdvzj.ibodm.com

map map [@/home/web/it

map map [@/home/web/it

map map [url=][/url]

map map [url=][/url]

map map [url=][/url]

map map [@/home/web/it

map map [@/home/web/it

szdlbrw xolmrebat lyenhusx vkdmcx sauypfo lbiudyhmr qjdglu

cmyong kzilycv umdwhjsk qedxrnyk ijksneglx ilrkgznoj zdkrwaf http://www.dncfrimax.ncbjhlrvz.com

map map [@/home/web/it

map map [@/home/web/it

map map [url=][/url] map map [url=][/url]

map map [url=][/url] map map [url=][/url]

map map [url=][/url] map map [url=][/url]

map map [url=][/url] map map [url=][/url]

+map+map++[url=][/url]++map+map++[url=][/url]++

map map [url=][/url] map map [url=][/url]

map map [url=][/url] map map [url=][/url]

map map [@/home/web/it

map map [@/home/web/it

map map [@/home/web/it

Scrivi un commento