
Questo è l’Africa. Un continente sfigurato dalla MISERIA. Umiliato. Ferito e offeso. Crepano di fame, crepano di malattie, crepano di sete... crepano... inermi... Senza alcuna forza. Rassegnati all’impossibilità di reagire. E noi non possiamo fare assolutamente nulla. A parte cercare di contribuire a far crescere qualche bambino a distanza o mandare degli aiuti, dei sussidi che pur preziosi, non affrontano realmente il problema, perché non è quella la soluzione. Nessuno di noi può fare qualcosa di concreto contro il potere. Perché il potere vero non si fa vedere in faccia. Quelli che lo “rappresentano” sono solo contro figure. Quindi noi, il potere, non sappiamo mai dove sta agendo, nè cosa sta facendo veramente. L’ Africa è un continente che deve continuare a stare in quelle inaccettabili condizioni. Perché questo vuole il potere. Un continente con un numero di popolazione come quello dell’Africa, completamente inerme, ridotto allo stremo, è un nemico di meno da controllare soprattutto sul mercato. Al massimo può servire come cliente, per vendergli un po’ di armi. Così quei pochi che riescono a stare in piedi finiscono per ammazzarsi l’un l’altro nei modi più atroci (la cultura locale è di stampo tribale), basta pensare al Rwanda. La miseria infinita dell’Africa non è altro che la realizzazione dell’infinita miseria umana dell’occidente. Il potere è fatto anche di miseria, la miseria di chi non basta a se stesso, di chi non si fida delle proprie capacità sino al punto di aver bisogno di abbattere gli altri per spianarsi la strada. La miseria di chi ha paura degli altri sino al punto di doverli sopraffare. La “cultura” dell’occidente è una cultura che quando deve parlare di realtà interiore, di conflitto, di paura di vivere, diventa afasica,balbetta. A volte per evitare di scoprirsi balbuziente, salta a piè pari l’argomento, evita proprio il rischio, ignora. E crea disastri per chi il sociale lo vive. Ma crea molti privilegi per chi lo gestisce.
Il bisogno di “POTERE” nasce dalla paura di vivere ,di non essere all’altezza, di scoprirsi un coglione e fa diventare cattivi, distruttivi verso il prossimo. Il potere è una catena di vigliaccheria i cui anelli sono persone disposte a costruirsi la vita che vorrebbero, sulla pelle degli altri e non sulla propria. Ma non sulla pelle di uno, cento cinquecento, no, su quella di milioni di esseri assolutamente innocenti. Volevo e vorrei sempre evitare la retorica sull’Africa. Perché è insopportabile. C’è già il flagello della fame. Aggiungere la banalità …. Mi pare troppo. E allora cosa possiamo fare? Non molto. Ma solo per un motivo: mettere d’accordo l’Italia intera e qualche altra nazione per fermare interamente, completamente il mercato per un giorno, è veramente una pura utopia. Utilissima come speranza, come sogno, come motore, ma irrealizzabile come realtà. Dalle banche alle panetterie ai supermercati, bar ristoranti tabaccherie palestre benzinai qualunque negozio o forma di mercato. Deserti. Per un giorno intero compresa la notte. Si cacherebbero sotto, perché si renderebbero conto che abbiamo trovato una forma di potere: non acquistare più nulla. Creeremmo dei danni enormi, e faremmo anche l’unica rivoluzione possibile oggi. Rivendicando un po’ di giustizia. Ma è realmente impossibile. Per questo mandiamo viveri e soldi.