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24.05.07

PEDOFILI CONTRO MUTOFILI

I pedofili sono dei soggetti afflitti da un grave disturbo di personalità: sono sessualmente attratti da bambini in età prepuberale.

I mutofili sono dei soggetti (la maggior parte di noi) che di questo disturbo non ne vogliono sentir parlare tanto sono terrorizzati all’idea di scoprire che la mente è un luogo nel quale abitano a volte anche dei pensieri inquietanti. Quei pensieri non devono diventare necessariamente realtà. Nel momento in cui vengono “detti” nella realtà, per esempio anche ad un amico, spesso possono dissiparsi semplicemente, oppure possono essere considerati come dei problemi, e quindi AFFRONTATI.

Il tacere evitando di considerare i pensieri che a volte ci creano imbarazzo con noi stessi è pericolosissimo. Perché ci impedisce di dare un significato ai nostri pensieri,e quindi ci “allontana” da noi stessi, privandoci della possibilità dell’autocontrollo e della conoscenza della realtà.

La pedofilia è una piaga spaventosa, inguardabile. Ma la rimozione, ovvero il nascondere a noi stessi la complessità della nostra interiorità e di quella degli altri, quindi della realtà, è il vero delitto dell’umanità. Il vero nemico di ognuno di noi. Perché ci rende incapaci di affrontare le difficoltà che a volte si trasformano in tragedie. Spesso vissute nell’indifferenza, di chi è senza parole perché non ha mai voluto imparare a parlare. Gli eventi inverecondi del nostro tempo sono gli effetti di una cultura che non vuole riconoscere la “parte brutta” delle cose. La puzza delle cose umane. L’ombra che ci segue costantemente e che se ignorata, ci terrorizzerà al primo sguardo.

20.05.07

Per me è importante...

Cosa? Che cosa è importante per me per te per lui per lei per chi? Quand’è che siamo nel punto giusto per noi e per gli altri? Quand’è che Dio ci da ragione che ci conferma che è così, che è proprio così che dobbiamo fare? Quand’è che il dubbio si dipana? Che il nostro bisogno non ci strozza che le immagini terrorizzanti delle nostre paure si dissolvono si fanno irreali e ci permettono di esistere. Nell’abbraccio. Nella certezza. Struggente. Quand’è che la musica inghiotte tutto l’inutile balbettio nel quale costantemente ci affanniamo come burattini che danzano la discordanza. Come si fa a rinunciare al bisogno che difendiamo come se fosse la nostra immagine allo specchio che lo specchio senza “riflettere” su nulla si rifiuta di approvare. Che vuol dire PACE? Che vuol dire difendere la propria idea di fronte all’altro che sta difendendo la sua? E dove sono quelli che stanno zitti? E dove sta la risposta a quello di cui abbiamo bisogno? E tu TU dove sei? A cercare la conferma delle tue ragioni? E io? Dove sono io? A cercare la conferma delle mie? Nella solitudine quella sedia è vuota. Non siamo d’accordo. E piango.


Vi prego non consolatemi. Piuttosto riflettete ma non davanti allo specchio

02.05.07

Perché metà del mondo per dimagrire cerca di togliersi la fame e l’altra metà, di fame ci crepa?

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Questo è l’Africa. Un continente sfigurato dalla MISERIA. Umiliato. Ferito e offeso. Crepano di fame, crepano di malattie, crepano di sete... crepano... inermi... Senza alcuna forza. Rassegnati all’impossibilità di reagire. E noi non possiamo fare assolutamente nulla. A parte cercare di contribuire a far crescere qualche bambino a distanza o mandare degli aiuti, dei sussidi che pur preziosi, non affrontano realmente il problema, perché non è quella la soluzione. Nessuno di noi può fare qualcosa di concreto contro il potere. Perché il potere vero non si fa vedere in faccia. Quelli che lo “rappresentano” sono solo contro figure. Quindi noi, il potere, non sappiamo mai dove sta agendo, nè cosa sta facendo veramente. L’ Africa è un continente che deve continuare a stare in quelle inaccettabili condizioni. Perché questo vuole il potere. Un continente con un numero di popolazione come quello dell’Africa, completamente inerme, ridotto allo stremo, è un nemico di meno da controllare soprattutto sul mercato. Al massimo può servire come cliente, per vendergli un po’ di armi. Così quei pochi che riescono a stare in piedi finiscono per ammazzarsi l’un l’altro nei modi più atroci (la cultura locale è di stampo tribale), basta pensare al Rwanda. La miseria infinita dell’Africa non è altro che la realizzazione dell’infinita miseria umana dell’occidente. Il potere è fatto anche di miseria, la miseria di chi non basta a se stesso, di chi non si fida delle proprie capacità sino al punto di aver bisogno di abbattere gli altri per spianarsi la strada. La miseria di chi ha paura degli altri sino al punto di doverli sopraffare. La “cultura” dell’occidente è una cultura che quando deve parlare di realtà interiore, di conflitto, di paura di vivere, diventa afasica,balbetta. A volte per evitare di scoprirsi balbuziente, salta a piè pari l’argomento, evita proprio il rischio, ignora. E crea disastri per chi il sociale lo vive. Ma crea molti privilegi per chi lo gestisce.

Il bisogno di “POTERE” nasce dalla paura di vivere ,di non essere all’altezza, di scoprirsi un coglione e fa diventare cattivi, distruttivi verso il prossimo. Il potere è una catena di vigliaccheria i cui anelli sono persone disposte a costruirsi la vita che vorrebbero, sulla pelle degli altri e non sulla propria. Ma non sulla pelle di uno, cento cinquecento, no, su quella di milioni di esseri assolutamente innocenti. Volevo e vorrei sempre evitare la retorica sull’Africa. Perché è insopportabile. C’è già il flagello della fame. Aggiungere la banalità …. Mi pare troppo. E allora cosa possiamo fare? Non molto. Ma solo per un motivo: mettere d’accordo l’Italia intera e qualche altra nazione per fermare interamente, completamente il mercato per un giorno, è veramente una pura utopia. Utilissima come speranza, come sogno, come motore, ma irrealizzabile come realtà. Dalle banche alle panetterie ai supermercati, bar ristoranti tabaccherie palestre benzinai qualunque negozio o forma di mercato. Deserti. Per un giorno intero compresa la notte. Si cacherebbero sotto, perché si renderebbero conto che abbiamo trovato una forma di potere: non acquistare più nulla. Creeremmo dei danni enormi, e faremmo anche l’unica rivoluzione possibile oggi. Rivendicando un po’ di giustizia. Ma è realmente impossibile. Per questo mandiamo viveri e soldi.