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23.01.08

"Poveri in giacca e cravatta si sentono falliti e si ammalano"

Sul sito di “Repubblica” di dieci giorni fa, circa, ho letto questo interessantissimo articolo, che comincia a rivelare con evidenza, le conseguenze psico-emotive di un sistema capitalistico sfrenato, intriso di cinismo, di competitività, e mai sostenuto, a livello comunicativo da un minimo di buon senso e di onestà intellettuale.
Ve lo ripropongo per sollevare non gli animi, ma, spero, una serie di riflessioni su quello che ci gira intorno e dentro la testa.

"Soprattutto uomini, tra i 40 e i 55 anni. Sono i nuovi poveri italiani in
"giacca e cravatta ", vittime del disagio economico del nostro Paese che li
fa sentire falliti. Una condizione psicologica rischiosa che provoca ansia,
depressione, isolamento e attacchi di panico. A parlare dello stato dei
"poveri in giacca e cravatta" e' Paola Vinciguerra, Psicoterapeuta.
"Il problema e' il denaro sul quale si e' investito troppo ma che
oggi ha perso il suo potere di acquisto - I soldi
diventano un catalizzatore di emozioni, paure, nevrosi che di volta in volta
possono sfociare in comportamenti irrazionali". "Nei nostri centri -
prosegue la Vinciguerra - arrivano uomini e donne che manifestano disturbi
chiari: attacchi di ansia, di panico, depressione o con disturbi come
gastriti, emicranie muscolotensive, cervicale. Sono persone che per mesi
hanno cercato in modo ossessivo di far fronte ai problemi legati al disagio
economico per paura di non arrivare a fine mese, per paura di non poter
garantire ai figli il meglio". "I poveri in giacca e cravatta sono una larga
schiera di individui - dice Paola Vinciguerra - Sono afflitti da un grande
senso di fallimento. Il piu' delle volte, all'inizio, si nascondono dietro
ad un precario riparo fatto di apparente rispettabilita', anonimato,
vergognosa e sfuggente discrezione. Dietro questa apparenza l'individuo si
sente un diverso, un incapace di vivere normalmente. Tende quindi ad
isolarsi e chiudersi nel gruppo protettivo della famiglia, distaccandosi dal
sociale che viene vissuto come minaccioso creando stadi profondi di
insicurezza, inadeguatezza, solitudine interiore. Si tratta di danni sociali
che sviluppano il progredire della societa'"
"Quello che possiamo fare -
conclude la Vinciguerra - per combattere il disagio sociale che sta
emergendo e', prima di tutto, cercare di non vergognarci di uno stato che
non esprime una nostra incapacita' personale ma solo un momento di
difficolta' sociale al quale dobbiamo opporci in maniera combattiva e non
sottraendoci come se fossimo i vinti. Questo non ci farebbe entrare in ansia
e depressione ed avremmo cosi' a disposizione energie utili per capire come
poter divenire piu' produttivi, e dove e' necessario rendersi conto che siamo noi gli attori e forse anche i registi della nostra vita".


Mi permetto di concludere questo strano frullato di post(scritto in minima parte da me e in buona parte dalla Vinciguerra) sostenendo sinteticamente che nella vita i SOLDI SERVONO DI SICURO. MA SERVONO ALTRETTANTO E FORSE DI PIU’ I COGLIONI . CHE PURTROPPO CON I SOLDI NON SI POSSONO COMPRARE. SI POSSONO SOLO” GENERARE” CON LA TESTA. LA PROPRIA. Quando mi compro le palle della Lindt, quelle definite con la “scioglievolezza”, dico sempre: “Mi dia un po’ di palle di cioccolata và … che ormai purtroppo sono le uniche “palle” vere che si possano trovare in giro. " .....Speriamo che c’ho torto …

06.01.08

Le vacanze sono finite

E mo ricominciamo. Ma ricominciamo a fare che? A guardare il telegiornale, ogni sera più intasato dai cumuli di spazzatura che aumentano ora dopo ora. Cosa possiamo fare noi per liberare quella gente dalle inalazioni di diossina? Visto che questi cumuli altro non possono fare che bruciarli? NIENTE.
Cosa possiamo fare per la situazione del medio oriente che sembra allontanarsi ogni giorno di più da un'ipotetica soluzione o almeno tregua? NIENTE.
Cosa possiamo fare per far ritornare la televisione un luogo pluralista e democratico che permetta l'esistenza di diversi livelli di comunicazione e non soltanto di uno? Quello attualmente vigente? NIENTE ... fa pure rima. Cosa possiamo fare per incrinare il potentato del petrolio che si estende a livelli internazionali assolutamente incontrollabili da noi ma soprattutto misteriosissimi a parte gli evidenti aumenti spaventosi che crescono come i cumuli di spazzatura? NIENTE.
Cosa possiamo fare di fronte alla mala fede della comunicazione politica che decide di rivedere la legge sull'aborto strumentalizzando il successo della moratoria sulla pena di morte? Come se la pena di morte e l'aborto non fossero due contesti di valutazione ben diversi. Ma la stessa cosa. Se non ammazzi un uomo perchè ha ammazzato, non ammazzi nemmeno un embrione perchè l'hai PENSATO ... L'embrione come lo pensi ... è già vita conclamata, è come se stesse già a scuola .... E di fronte a un'argomentazione simile che possiamo fare noi? NIENTE.
Ogni ora ormai aumentano i prezzi senza alcun preavviso: pane acqua e molti altri generi di prima necessità compresi i mutui che hanno messo in ginocchio metà mondo e tra quelli in ginocchio mi ci trovate pura a me. E noi sempre la stessa solfa: NIENTE.
Dicono che sò finite le vacanze! Ma dov'è che sò finite ste vacanze che non c'abbiamo un cazzo da fà? Avoja a divertisse, rigà ...