NON SI PUO’ PARAGONARE LA “PENA DI MORTE” ALLA “PENA” DI ABORTIRE
La pena di morte significa togliere la vita a qualcuno, dopo averlo giudicato immeritevole di aver avuto la vita in dono. Il diritto alla “pena” di abortire è la libertà di scegliere di non dare la vita in dono, quando si valuta la vita immeritevole, di accogliere la vita stessa.. (e non solo per motivi economici. A volte non si è semplicemente “pronti”e magari lo si capisse più spesso)
In parole più semplici, scegliere il diritto di non eseguire la pena di morte, non si può paragonare alla scelta di non dare a un feto, che nei primi due mesi di gravidanza, è ancora un’ipotesi di vita, la possibilità reale di vivere.
I figli che non nascono da madri consapevoli del significato di dare vita a una vita, sono il “frutto” della sua decisione di non poter essere madre.
Si può scegliere di non dare vita a un “frutto”( che è ancora un seme) che non siamo in grado di far maturare dentro di noi, in quanto madri, quindi di abortire.
In quanto uomini(esseri umani) invece, non si può scegliere, a mio parere, di togliere la vita a un “frutto” bacato(un assassino), ma già nato, uccidendolo.
Questo è il motivo che non permette di porre sullo stesso piano il diritto di esercitare la pena di morte, al diritto di abortire. Dire:” se si difende la moratoria contro la pena di morte, allora si difende anche la moratoria contro l’aborto perché la vita se si difende si difende sempre, sà un po’ di malafede. Perché sono condizioni imparagonabili.. L’una parla di morte, l’altra parla di vita. Non sono la stessa cosa. Sono solo due facce della stessa medaglia. Condannate a far parte dello stesso insieme, ma separate per l’eternità..
Essere contro la pena di morte personalmente, significa essere contro l’idea di potersi sostituire a Dio stabilendo un criterio di “giustizia” umano, che usa come soluzione, lo stesso contenuto del delitto: l’ASSASSINIO. In teoria si potrebbe pretendere, allora, di giustiziare successivamente coloro che hanno “giustiziato” l’ingiustizia, procedendo lentamente verso la fine di tutto. Non è un criterio evolutivo questo, e non è figlio della ragione.
Una madre che ha il dono o la proprietà di procreare, se stabilisce di non dare vita alla vita, ha il diritto di farlo, perché sa di non essere in grado, per mille motivi, di garantire la vita nel senso più complesso del termine. Stasera mentre scrivevo questo post, a “chi l’ha visto”, si parlava dei bambini di Gravina ritrovati dopo un anno e mezzo, nel pozzo in cui è precipitato un altro bambino.Il padre dei bambini di Gravina, che pare sia il colpevole dell’assassinio, è in carcere da Novembre. Se la madre di quei bimbi, all’epoca in cui li concepì, fosse stata in grado di valutare il marito per quello che era, forse avrebbe scelto di fermarsi, perché chissà quante altre volte, quella mamma, avrà visto i suoi figli patire la presenza di un padre che non era in grado di essere padre se non come padre violento. La madre che crea, ha il diritto di scegliere di non creare, se non può farlo, perché è lei a creare. Anche la madre di Samuele, il bambino di Cogne, forse avrebbe fatto bene a rendersi conto che non era in grado di essere madre, prima di scegliere di diventarlo.
La Madonna ha accettato il suo straordinario destino, accettando di essere la madre di Cristo. E noi gliene siamo immensamente grati. Anche noi accettiamo il nostro straordinario destino, che però non è quello di essere la Madonna. Ma è quello di essere Madri, terrene, consapevoli di quello che stiamo facendo. Del significato intero di quell’evento.
Commenti
Della serie... stiamo lavorando per Voi... come in autostrada
Scritto da: Lucia | 26.02.08 14:49
Work in progress :)
Scritto da: julia | 26.02.08 14:54
"Il post è in fase di correzione, sarà pubblicato entro poche ore"
aprendo il blog e vedendo solo una riga pensavo fosse uno scherzo o un post "alternativo" ahahahahaha
Scritto da: mario | 26.02.08 15:26
Però già il titolo è bello.
Scritto da: viola | 26.02.08 19:09
Poi dite che uno non si deve incavolare ma come un post sull'aborto e sulla pena di morte che nasce un po' aborto e un po' morto. Non fiori ma opere di bene.
Scritto da: L incavolato | 26.02.08 21:22
Caro ANTONIO se le devi argomentare le cose, argomentale in maniera chiara e comprensibile. Sospetto che tu perda troppe energie a cambiare i nomi-finti con cui ti firmi, invece che a pensare a qualcosa da dire di concreto. E se eviti di andare dai miei amici-fans a dire quello che pensi di me, te ne sono ancora più grata. Visto che sono miei amici. Grazie.
Scritto da: cinzia leone | 26.02.08 21:55
Belle parole,Cinzia, e belle riflessioni. La Vita è cosa Sacra.E' proprio quello che stavamo dicendo oggi pomeriggio in quello studio. Ti ringrazio, sei una donna fantastica. Ho condiviso con te un momento di grande emozione ma anche di enorme ironia (ero piegato in due dal ridere davanti a quell'ascensore)mentre parlavi con quel mio amico al telefono.Strana situazione, quasi irreale, come tutte, o quasi, le situazioni che vivo. Sei grande, ti voglio bene, ci vediamo a teatro,ciao, Giulio.
Scritto da: Giulio | 26.02.08 21:57
Non posso che darti perfettamente ragione. Oltretutto quelli che disquisiscono maggiormente dell'argomento sono quelli che non avranno mai concretamente la possibilità di porsi il problema, di passare dalla questione etico-teorica a quella concreta-umana-dolorosa-corporea. L'aborto è un dolore. Non ha senso ed è ingiusto giudicare chi è costretto ad autoinfliggersi un dolore.
Scritto da: Alessandra | 26.02.08 22:03
Azzo Cinzia c'ho messo un pò per capire questo post...Però cazzarola, sei andata a pescare un'argomento...o meglio una differenza...sulla quale non ci si riflette tutti i giorni...
Scritto da: alice | 26.02.08 22:11
l'altra sera ascoltavo ferrara a matrix.
mi stupisce tanto accanimento contro l'aborto da parte di una persona che non ha avuto figli, voluti o capitati.
dopo essere stato nei panni del comunista, poi del socialista, poi del forzista, poi del papista, ora vuole provare anche quelli dell'antiabortista, senza notare che gli vanno troppo stretti.
Scritto da: flash | 26.02.08 22:44
l'argomento è complesso ed è difficile affrontarlo senza provare comunque dolore e malinconia...
è particolare il tuo accostamento tra pena di morte e aborto..beh mi ha portato a riflettere tanto!!!non credo ci sia da discutere sulla pena di morte che trovo ignobile...per l'aborto senza essere bigotti e qualunquisti e superficiali..la penso come te..aggiungendo che trovo inammissibile che un ignorante come il sig. ferrara giuliano fondi un partito che si occupi di combattere una legge che è intoccabile ed è alla base della civiltà dei diritti civili e della dignità della donna!!!oltre a tutto quello che hai detto aggiungo solo che non si tocca la 194, legge che ha limitato negli anni gli aborti che diminuiscono continuamente,che ha salvato donne dalla setticemia e da altre infezioni,visto che andavano ad abortire usando ferri da calza o purghe per i cavalli...e una ultima postilla per i bigotti e ignoranti...
non credete che ogni donna che compie questo gesto lo faccia con semplicità o superficialità..è più doloroso un aborto che un parto...!!!!Che nessuno tocchi o intacchi la libertà di un individuo di scegliere per la propria esistenza e di quella che sta generando...(e credetemi non è così facile dirlo)..perchè la vita va rispettata ...forse sono stata contorta ma spero di avervi raggiunto...contro ogni falso moralismo e per quelli che hanno lottato per i diritti e la dignità umana..!!!un ricordo a giorgiana masi e a tutti quelli che hanno perso la vita per questo!!!!
un abbraccio e un bacio a tutti!!!!
Scritto da: annalisa..ribelle della montagna | 26.02.08 22:59
Non sono io ad aver accostato la moratoria contro la pena di morte, alla moratoria contro l'aborto. E' stato il Signor Ferrara. La mia infatti è una riflessione al riguardo. E' stato già dibattuto più volte in televisione, l'argomento. Gad Lerner ha fatto una puntata dell'infedele bellissima, l'altra sera. Veramente interessante.
Scritto da: cinzia leone | 26.02.08 23:19
Cinzia....porca miseria.....mi sono scordato di darti il mio numero!!!Mi chiami?O ti chiamo io?Come si fa?Dai che ci facciamo un sacco di risate^_^Giulio, l'Ebreo, botanico e comunista^_^
Scritto da: Giulio | 26.02.08 23:32
ah scusami cinzia..non sto seguendo in questi giorni la televisione e i giornali...scusami ancora...cmq sono d'accordo con le tue riflessioni!!!!
bisognerebbe fermare quel ferrara...se andràal aprlamento con il suo movimento politico non lo tollererò..ci prenderà pure i soldi da parlamentare...è un abominio..una ingiustizia una cosa inammissibile....
Scritto da: annalisa..ribelle della montagna | 27.02.08 00:11
E' solo la democrazia intrisa dei "meccanismi" umani che si esprimono al meglio nella "strategia". E sono legittimi. Ovviamente si possono discutere. Ma vanno rispettati. E' sui confronti che ci si deve misurare
Scritto da: cinzia leone | 27.02.08 00:30
Giulio, scrivimi una mail all'indirizzo che c'è prima dei messaggi da lasciare, qui sopra. ciao
Scritto da: cinzia leone | 27.02.08 00:32
Cinzia, quando leggo i tuoi pensieri, mi chiedo come mai io non prenda la decisione di imbarcarmi e venire ad abbracciarti.
Grazie davvero, perché dici con semplicità e dolcezza, cose molto forti che io non riesco a dire pacatamente.
Scritto da: julia | 27.02.08 00:43
si hai ragione..la democrazia...ma sai cos'è? è che veramente non mi sento più rappresentata...dovremmo avere tutti la possibilità di essere rappresentati al governo..per far valere le nostre idee(del popolo)...ma non c'è nessuno..più nessuno che mi rappresenti..e anzi ci sonosempre gli stessi che dicono solo stronzate...allroa il cittadino che deve fare?voi si sentite rappresentati da quest politici?io credo veramente che siamo governati da una dittatura mascherata da democrazia...un popolo quello italiano che è castrato nelle idee, nell'arte,nella satira,che non sa pulire il proprio vomito,che si permette di irrompere in un ospedale e interrogareuna povera donna che aveva avuto da poco fatto un aborto e che cmq stava in termini di legge..facendole l'inqusizione...e che è governato da perseguitati dalla legge,da delinquenti truffatori e mafiosi...
e dopo questo sfogo (scusate...)non vi rompo più...a volte mi redno conto di essere di una pesantezza...e mi vieni in mente tu cinzia quando facevi le pizze de fango del camerun...ahahahah io sono una fan da quando c'era la tv delle ragazze ad oggi..:-)ma veramente perchè non paghiamo con la pizza de fango del camerun?
ahahahah
Scritto da: annalisa..ribelle della montagna | 27.02.08 00:46
Ottimo e filante il ragionamento.Sono d'accordo anche io che togliere la vita ad un assassino è certamante un diventare noi assassini, ma è forse anche fargli un piacere mentre lo scontare per intero la pena potrebbe nel tempo dargli la possibilità di capire quale abominio egli abbia compiuto. Però per gentilezza che la pena sia scontata per intero. Quando vediamo una giustizia costretta da migliaia di leggi, l'una contro l'altra a volte, senza alcuna certezza del giusto( come si dice " Massima giustizia massima ingiustizia") ecco che ci si viene a incappare in situazioni paradossali come quelle che gli ultimi fatti di cronaca ci ricordano. E questo, se permettete mi fa incavolare.
Per il resto, condivido.
Scritto da: L'incavolato | 27.02.08 00:48
Purtroppo la realtà delle pene esula da questa riflessione. Quello è un altro discorso ancora. Ed è spaventoso. Qui si discuteva la mossa strategica di strumentalizzare la moratoria contro la pena di morte, che è stata abbracciata da tutto il mondo, per rimettere in discussione una legge approvata già da anni, e che oltretutto ha ottenuto degli ottimi risultati. Gli aborti, da quando è in vigore la legge, sono diminuiti. Infatti sono politicamente tutti contrari a rimetterla in discussione. Solo Ferrara e il Papa, si stanno dando da fare per convincere tutti.
Scritto da: cinzia leone | 27.02.08 01:40
Non sono una violenta, al punto che se ho una mosca o una vespa in casa non la schiaccio ma la prendo e la faccio uscire, però...però dico che per certi crimini e nell'assoluta certezza di chi li ha commessi (vedi stupro ed uccisione di bambini etc.)la pena di morte DEVE essere la soluzione, perchè non può esserci perdono ed un individuo simile non DEVE essere più in un consesso umano! Oltretutto perchè io devo pagare per il vitto e l'alloggio (e sappiamo tutti che costo hanno)di un essere simile? Tralascio il fatto che poi la pena ormai è irrisoria al punto che ce lo ritroveremmo per la strada dopo pochi anni (ha ragione Cinzia, questa è un'altra storia abberrante). Detto questo l'accostamento all'aborto non lo fa solo Ferrara(l'ho conosciuto a scuola e...va beh!)a cui qualsiasi panno andrebbe stretto per un fatto di taglia, se non altro, ma lo prende al volo la chiesa che ormai si sente in diritto di mettere bocca su tutto quello che concerne la politica e mai come adesso e non capisco perchè(ma la sinistra non era laica per definizione?).L'aborto è un fatto dolorosissimo per una donna, solo poche lo fanno per superficialità e menefreghismo, le più lo fanno perchè proprio devono e la pagano sulla loro pelle, soprattutto psicologicamente, perchè è una ferita che ti rimane dentro (io lo so!)tutta la vita, è un vuoto che non riesci più a colmare anche se hai altri figli, perchè quel figlio che non è nato ti chiederai tutta la vita come avrebbe potuto essere, a chi sarebbe somigliato, cosa avrebbe potuto fare...una volta la pagavi anche fisicamente perchè dovevi andare da praticoni, in posti squallidi che ti facevano sentire sporca e magari ti ammazzavano anche..e a volte la pagavi per tutte, perchè i praticoni ti conciavano che magari di figli non ne potevi neanche avere più!Il diritto alla vita è sacrosanto, ma appunto è questo: diritto a vivere e a vivere nel miglior modo possibile, non tanto per essere messi al mondo!Da qui potrei sviare il discorso ad un altro argomento che la signora chiesa sta mettendo in questo stesso mucchio e cioè il diritto alla morte, che anche quello trovo sacrosanto, perchè io voglio morire lasciando dietro di me il ricordo di una persona umana e non di una larva che soffre come una bestia e nemmeno riconosce chi gli sta accanto!Adoravo mio nonno, il padre di mia madre, era il mago buono che mi proteggeva e giocava con me:se l'è portato via, a 50 anni, un cancro alla gola.L'ultima volta che l'ho visto era proprio alla fine, in un letto che rantolava, l'ombra di sè stesso...avevo 9 anni e se penso a lui la prima immagine che mi viene è proprio quella, una cosa atroce, che io con un sussulto sostituisco subito con tutte quelle felici che ho..
Scritto da: Ela | 27.02.08 03:00
Ciao Cinzia
Ti scrivo dalla Svizzera:
Retoricamente il tuo discorso sembra ben fatto e anche complesso. Rispetto che essere umani possono pensare diversamente. Premetto che non sono bigotto e che alcune cose che propone la chiesa non le capisco sempre. Ma in questo caso a mio parere, concordo
con l'aspetto della chiesa, che anche il feto è già vita. E la vita va rispettata. Lo dici anche tu, non vogliamo sostituire Dio e decidere al posto suo, quello che ha deciso lui. L'aborto per me rimane sempre una cosa terribile e ho parlato con molte donne di quell'argomento, rimangono
spesso dei danni irremuovibile per la vita.
O si prevede all'inizio già
di evitare con i metodi anticoncezionali (e qui non parlo come la chiesa) o altrimenti, ci si deve assumere la responsabilità
comune per quello che comunamente si ha generato.
Certo mi dirai come stiamo allora con chi viene violentata o chi rischia di perdere la vita se dovesse partorire. Sì sono risposte difficili e penso che in questo caso un aborto, possa essere il male minore. Non sono moralista (sono il più grande peccatore in questioni intimi :-)) e devo comunque dire che se non facciamo attenzione di come impostiamo i nostri discorsi, rischiamo di incentivare per modo di dire la "fornicazione" e di conseguenza l'aborto come prodotto che si può acquistare nel supermercato. Detto in altre parole: "scopa" con chi vuoi, tanto hai il diritto di decidere cosa poi fai con la vita che hai generata-Dio non serve più.
Un forte forte abbraccio,
tvb.
Gérard
Scritto da: Gérard | 27.02.08 08:06
chissà perchè sono sempre e solo gli uomini (alcuni, non tutti, ma sempre e solo loro, mai le donne) a dire frasi come "si rischia di incentivare la fornicazione: in altre parole, scopa con chi vuoi tanto hai il diritto di decidere cosa poi fai con la vita che hai generata-Dio non serve più".
chiaramente mi sto riferendo alle parole di Gerard, ma anche a quelle (molto simili) che ho spesso ascoltato uscire fuori dalla bocca di ragazzi e uomini adulti incontrati nella mia vita...
quando si parla di aborto alcuni uomini ti dicono che si ok va bene, però mi raccomando non ci prendiamo troppo la mano, che non diventi una pratica ripetuta più e più volte per riparare l'errore commesso, per trovare una soluzione alla mancanza di responsabilità...
insomma la volete piantare di trattare le donne come se fossimo delle sprovvedute, delle idiote che non si rendono conto di quello che fanno e poi vanno ad abortire a cuor leggero?! non dimentichiamoci poi che se si incorre in una gravidanza indesiderata (e come dice giustamente Cinzia una gravidanza può essere indesiderata per mille motivi i quali non si possono e non si devono giudicare perchè solo la donna che ci si trova sa e può giudicarsi da sola) non si è mai comunque sole, sicuramente c'è stato anche un uomo che ha commesso un errore! sono stanca di sentire queste argomentazioni, perchè la sofferenza di un aborto non può essere compresa da un uomo, nemmeno dal più sensibile ed empatico al mondo, e quindi che questi uomini che credono di sapere tutto, imparassero a parlare con rispetto di certi argomenti, imparassero a mettersi a volte anche un pò da parte quando sanno di non poter comprendere a pieno l'argomento, portassero maggiore rispetto per le donne, madri e non, per le nostre lotte, per i nostri dolori, per le nostre scelte spesso purtroppo inevitabili e per questo immensamente tragiche!
con questo mio commento non volevo certo colpire Gerard in particolare, ne impedire a nessuno di esprimere la propria opinione. la libertà personale di pensiero e di espressione è sacrosanta e va difesa sempre, essendo un diritto per tutti. credo però che sia necessario capire la situazione fino in fondo prima di esprimere giudizi. nessuna donna mai va ad abortire in modo irresponsabile e nessuna donna mai potrà vedere l'aborto come una soluzione facile. spero di essermi espressa chiaramente e senza mancare di rispetto all'opinione altrui.
grazie Cinzia, perchè ci dai questo spazio, perchè ci permetti di parlare di argomenti importanti come questo!
Scritto da: Maria Giovanna | 27.02.08 10:46
A dirla proprio tutta, oltre al Ferrara e al Papa, vi è anche tutto il maschilismo che da anni regna in Italia. Credo (perchè non so di per certo) che solo una donna, con queste potenziale, quasi un incantesimo al quale è difficile credere, addirittura pensare...Solo la donna può mettersi in gioco e semmai abbracciare la moratoria contro l'aborto. Ma un uomo, che sia colto, che anche ha studiato, come fa a pensare di cambiare una legge che secondo lui è moralmente ingiusta? Non so se guardate "Parla con me" di Serena Dandini, da qualche settimana va in onda lo spot vivente di Paola Cortellesi...Forse sarebbe davvero il caso di Riparlarne.
Ciao Cinzia!
Scritto da: Valentina | 27.02.08 11:08
io sono favorevole all'aborto, sono favorevole alla famosa pillola RU486.Non sono favorevole alla pena di morte.
Mi fa sorridere il fatto che Ferrara abbia diabolicamente riaperto questo argomento così delicato.
Ovviamente l'ha fatto perchè si candida e vuole dalla sua tutti i numerosi seguaci del Vaticano(fantastica la stretta di mano con Ratzinger)..quelli son capaci di tornare alla caccia alle streghe , alle crociate etc.
Secondo me una donna ha il diritto di decidere!
Ho sentito di molte donne che per esempio sono rimaste incinte dopo una breve relazione con persone che credevano diverse e si sono rivelate poi ben altro.Io non credo che riuscirei a portare avanti la gravidanza.E si può decidere di abortire per tanti motivi.
E non è come uccidere un essere umano, fino alla settima settimana di gestazione un feto non ha un sistema nervoso sviluppato nè un battito cardiaco..
Scritto da: mario | 27.02.08 11:21
Cara Cinzia, ho letto il to articolo sull'aborto, e ti posso assicurare che non condivido quasu nulla su quello che hai scritto. Per me, uccidere una persona già nata ed abortire, solo perchè non si sente in grado di allevare il bambino, è la stessa cosa. Dal momento del concepimento è sempre e comunque già un essere umano. Se non lo vuole, per ragioni economiche o altro, può tranquillamente partorire e lasciare il bambino in ospedale. Ci sono migliaia di donne che non ne possono avere e sarebbero ultra contente di poterlo adottare.
Sono sicuro che per quella donna che decide di non riconoscere il figlio dopo averlo partorito avrà meno rimorsi di quella donna che decide di abbortire.
In abbraccio
giovanni
Scritto da: giovanni gavino LEONE | 27.02.08 12:47
Il diritto alla vita, nel mio post non è trattato in maniera assoluta e intoccabile, anzi si differenzia proprio nella difesa dell'essere contrari alla pena di morte e nel diritto di abortire che sono due cose completamente diverse. E' la donna che da la vita quando mette al mondo un figlio. Quindi, a mio parere, è giusto che sia lei a prendersi la responsabilità di valutare se è il caso o meno di farlo. Si tratta di non dare la vita che ancora non c'è, perchè non c'è alcuna coscienza, alcun linguaggio, alcuna consapevolezza, fino al secondo mese. Il problema di abortire, gerard, non si pone solo come riparazione ad un errore di tipo scopereccio. Spesso si valuta male sè stessi e il compagno in questione e le aspettative dalla vita, ti portano a sperare che quella possa essere la situazione giusta e poi drammaticamente scopri e capisci che non è così. A volte lo scopri proprio nel momento in cui vai a condividere col "compagno in questione, la notizia del nuovo evento. Ma i casi e le situazioni sono mille e infinite e noi non le sappiamo. Semplicemente. Come ci permettiamo di valutare che dietro ci sia solo e sempre un errore di carattere sessuale? Ma che ne sappiamo noi della vita degli altri. Ce la immaginiamo, ma sulla nostra misura. Non sulla loro. Rivendico e difendo il diritto di una donna, che ripeto DA LA VITA NELLA SUA PANCIA, di poter valutare( solo in casi estremi),quello che deve fare. Piuttosto, il problema va affrontato nei consultori che sono stati concepiti proprio per aiutare a valutare situazioni spinosissime. E infatti mi pare che funzionino. Sostituirsi a Dio nel dare la pena di morte significa giudicare il modo di far pagare la pena ad un altro ammazzandolo. E questo è spaventoso. Noi possiamo punirlo e isolarlo e cercare di indurlo a comprendere la mostruosità che ha commesso. Ma ammazzarlo, cazzo, è un assassinio. Abortire non è giudicare il feto e ammazzarlo. E' non permettergli di svilupparsi. E' giudicare se stessi e i propri limiti. Non il feto stesso. E tutto questo calcolando che stiamo parlando di casi ESTREMI. Non normali. Dio ha generato la vita come iniziazione. Ma poi è subentrata la vita stessa che purtroppo vive anche delle sue contraddizioni. E' il libero arbitrio,no?. Se Dio dovesse decidere chi deve nascere ogni secondo nell'universo, come potremmo perdonargli che un intero continente come l'Africa, crepi di fame, di dolore, di umiliazioni? Non risolvetela in quattro e quattrotto perchè non è così semplice. E mi rendo conto che ognuno rimarrà ancorato alla propria percezione della vita e dei suoi significati. Ci si può solo confrontare ma la soluzione temo non ci sia.
Scritto da: cinzia leone | 27.02.08 13:04
Come volevasi dimostrare! dopo aver lasciato il mio primo commento, torno sul blog e trovo i commenti di 2 uomini, 2 commenti diametralmente opposti!
Per fortuna ci sono uomini che sanno comprendere cosa significa la tragedia dell'aborto, come Mario, e uomini che continuano a parlarne senza rispetto, come Giovanni...il mondo è bello perchè è vario!
ribadisco il mio rispetto per opinioni diverse dalla mia, ma mi permetto di dissentire su ciò che afferma Giovanni: è vero che esiste la possibilità di partorire e dare il bimbo in adozione, ma bisognerebbe pensare a cosa può significare questo per la mamma e per il bambino! cerchiamo di pensare a tutte le conseguenze di certe decisioni: io non sono certa, come invece sembra essere Giovanni, del fatto che si possano avere meno rimorsi nel non riconoscere il proprio figlio dopo averlo partorito piuttosto che abortire...ritengo che la scelta di non avere un figlio debba ricadere sulla madre con tutte le conseguenze che ne derivano: se decido di abortire, sarò io a portare dentro di me questa ferita e anche se è una ferita immensa preferirei sentirla bruciare dentro di me ogni giorno per il resto della vita, piuttosto che lasciare nell'animo di un bambino il dolore di essere stato abbandonato perchè sua madre non l'ha voluto, dolore che si porterà certamente dietro per sempre, nonostante possa ricevere amore da una madre adottiva. dicendo questo non sono certo contraria all'adozione, anzi..., ma penso che le conseguenze di una decisione del genere debbano ricadere esclusivamente sulle spalle di chi consapevolmente questa decisione la prende, quindi della donna...nel bene e nel male. lasciate che siano le donne a decidere, ogni donna secondo il proprio carattere, la propria indole, la propria situazione...non esiste una verità uguale per tutte...lo Stato ci da e deve continuare a darci la libertà di decidere ognuna per se!
saluti a tutti e ancora grazie per la possibiltà che ci da Cinzia di confrontarci!
Scritto da: Maria Giovanna | 27.02.08 13:14
Non ho mai giudicato e non voglio giudicare nessuno!!!
però l'argomento è delicatissimo e sinceramente mi inquieta molto.
Forse sono vigliacca, ma non ce la faccio proprio a parlare di questo. Nella mia vita non ne parlo mai.
Ringrazio solo DIO di essere stata fortunata a non dover mai ricorrere a questo gesto.
Con affetto ciao
Scritto da: jol | 27.02.08 13:17
La pena di morte è atroce...
Scritto da: jol | 27.02.08 13:28
ho talmente paura dell'argomento aborto che nella fretta di finire di scrivere, metto male pure i verbi!! scusate
Scritto da: jol | 27.02.08 13:33
Io la penso così: sulla pena di morte, è giusto che ci sia una direzione collettiva, perchè stabilire le regole del vivere civile E' questione collettiva. Sull'essere favorevoli o contrario poi, se ne discuta: anche io sono contraria, per tanti motivi, uno è che credo che l'uomo debba sempre avere avere la possibilità di fare i conti con se stesso, un altro è che chi decide chi deve vivere o morire? Un altro uomo che ha in sè gli stessi semi di follia, di aggressività di chi condanna (perchè secondo me i semi di follia ce li portiamo tutti dentro, pregando che non maturino mai)? E chi controlla il controllore? L'aborto... no: chi può obbligare una donna a portare avanti una gravidanza? Chi può obbligare una madre ad essere madre? Chi sproloquia sull'argomento, dicendo alle donne (e ad ogni singola donna, con la sua storia e il suo buio dentro) cosa devono fare, ha una vaga idea del dolore, la sofferenza, del dubbio, dello strazio che ci si porta dentro avendo scelto l'aborto? Una decisione del genere è già difficile prenderla in due, vogliamo estendere a 40milioni di Italiani maggiorenni? O al concilio dei Vescovi (che di figlio poi, quando mai ne avranno?)E' giusto che la collettività regoli le modalità della scelta, ma non la scelta in sè, che è individuale ed indiscutibile in quanto tale. L'accostamento con la pena di morte può uscire solo dal delirio di una campagna elettorale: farci sopra un partito poi... Una follia!!
Scritto da: Lucia | 27.02.08 14:38
Nel mio quotidiano cerco di rispettare poche regole,una di queste è quella di non giudicare mai nessuno.
Non sono madre,ho ventitrè anni,non so cosa significhi mettere al mondo un figlio,crescerlo,amarlo.Mia madre,un giorno, mi ha detto "Se potessi ti rimetterei nella mia pancia pure di non farti soffrire.Se potessi soffrirei io per te".Questa frase la ricordo sempre e sempre mi si stringe il cuore e mi rendo conto di quanta fortuna io abbia avuto nell'essere amata.
Non posso dire in quali casi si debba dire si all'aborto. So però che l'aborto deve essere un diritto per ogni donna.
Ognuno ha il suo percorso e la sua storia e non trovo giusto imporre la propria infelicità,i propri problemi ad un essere che non ha certo chiesto di nascere.Perchè mettere al mondo un figlio è innanzitutto atto d'amore e non tutte le donne si sentono in grado di amare.
Scritto da: Valentina | 27.02.08 14:53
Sono per l'aborto, l'ho già detto, cioè sono per la possibilità di scegliere l'aborto (quindi non è un dovere), ma, ho scordato di dire più sopra, che sono soprattutto per la contraccezione consapevole, perchè solo così si evita di arrivare alla scelta DOLOROSA dell'aborto. Eppure,nonostante la contraccezione, l'errore è sempre in agguato: la figlia che ho messo al mondo è frutto di 3precauzioni3! Si vede che voleva proprio nascere ed infatti è nata e la farei nascere di nuovo e di nuovo, perchè è la luce della mia vita e la persona che amo di più al mondo! Invece il fratello maggiore che avrebbe avuto si è perso nel buio dell'impossibilità...e ne soffro ogni giorno, un vuoto terribile...e non è vero che avrei potuto darlo in adozione:una volta che l'avessi avuto fra le braccia niente avrebbe potuto staccarmi, perchè parte di me! Ho deciso per l'aborto perchè non avrei potuto garantargli niente in assoluto, mentre un bambino che viene al mondo, secondo me, ha diritto a tutto ed anche di più! Non sono bestioline da far nascere e poi crescano come crescano...
Scritto da: Ela | 27.02.08 17:53
argomenti molto delicanti, accostamento pesante e non pertinente direi...non si puà assolutamente pensare che dietro c'è lo stesso principio, io sono assolutamente contro la pena di morte e a favore della possibilità di abortire. credo che avere un figlio sia un atto di amore e responsabilità, ogni coppia e ogni donna che si trova davanti ad una gravidanza aspettata e non abbia il diritto di scegliere se portare o no avanti la gravidanza. sono tanti i motivi per cui si può scegliere di interrompere una gravidenza e per me ce ne sono due su tutti da prendere in considerazione malformazioni,sindromi, patologie varie e le violenze sessuali, rispetto anche tutte le altre motivazioni ma queste sono quelle che mi premono di più...
Scritto da: claudia | 27.02.08 19:56
- Ciò che è grave è che sappiamo che dopo l’ordine di questo mondo ce n’è un altro.
- Quale?
- Non lo sappiamo.
- Il numero e l’ordine delle supposizioni possibili in questo campo è giustamente l’infinito!
- E l’infinito che cos’è?
- Esattamente non lo sappiamo.
- E’ una parola della quale ci serviamo per indicare l’APERTURA della nostra coscienza verso la possibilità smisurata.
- E che cos’è esattamente la coscienza?
- Esattamente non lo sappiamo.
- E’ il nulla.
- Un nulla del quale ci serviamo per indicare quando non sappiamo qualcosa, da che parte non lo sappiamo e diciamo allora coscienza dal lato della coscienza ma ci sono diecimila altri lati.
- E allora?
- Sembra che la coscienza sia in noi legata al desiderio sessuale e alla fame.
- Ma potrebbe benissimo non esservi collegata.
- Si dice, si può dire, ce ne sono che dicono che la coscienza è un appetito, l’appetito di vivere.
- E immediatamente, con l’appetito di vivere è l’appetito del cibo che ci viene subito in mente.
- Come se non ci fossero persone che mangiano senza il minimo appetito e che hanno fame.
- Dato che anche questo esiste d’aver fame senza appetito.
- E allora?
- Allora...
- Lo spazio della possibilità smisurata mi fu un giorno concesso come una grande scoreggia da poter fare.
- Ma nè lo spazio, nè la possibilità sapevo esattamente cosa fossero e non provavo il bisogno di pensarci.
- Erano parole inventate per definire cose che esistevano o non esistevano di fronte alla pressante urgenza di un bisogno: quello di sopprimere l’idea, l’idea e il suo mito e di far regnare al suo posto la manifestazione tornante di questa esplosiva necessità: dilatare il corpo della mia notte interna, del mio nulla, del mio IO.
- Che è notte, nulla in riflessione.
- Ma che è esplosiva affermazione.
- Che c’è qualcosa.
- Alla quale fare spazio.
- Il mio corpo.
- Ma devo ridurlo a gas fetido il mio corpo?
- Dire che ho un corpo perchè ho un gas fetido che si forma dentro di me?
- Io non so, ma so che..
- Lo spazio
- Il tempo
- La dimensione
- Il divenire
- Il futuro
- L’avvenire
- L’ESSERE
- IL NON ESSERE
- l’IO
- il NON IO
- non sono niente per me.
- Ma c’è una cosa, che è qualcosa, una sola cosa che sia qualcosa e che io sento per il suo voler uscire.
- La presenza del mio dolore di corpo.
- La presenza minacciante, sempre instancabile del mio corpo.
- E per quanto mi incalzino di domande e che io mi neghi a tutte le domande, c’è un punto dove mi vedo costretta a dire no!
- NO!
- Allora la negazione!
- E quel punto
- E’ quanto mi premono
- quando mi pressano
- e mi tradiscono
- fino alla partenza in me del nutrimento, del mio nutrimento e del suo latte.
- E che cosa ne rimane?
- Che sono soffocato.
- E non so se è un’azione ma incalzandomi così di domande fino all’assenza e al nulla della questione mi hanno premuto fino al soffocamento in me dell’idea di corpo e di essere un corpo.
- Ed è stato allora che ho sentito l’osceno.
- E che ho scoreggiato irragionevolmente dell’eccesso e della rivolta del mio soffocamento.
- E’ che mi spremevano fino al mio corpo e fino al corpo ed è stato allora che ho fatto scoppiare tutto perchè il mio corpo non si tocca mai.
Scritto da: Alessandra Gianotti | 27.02.08 21:02
Sono felice che si sia scatenato il dibattito. Contrari e favorevoli. Ma a cosa? Il post nasce per sottolineare l'assurda, ma inattacabile logica del considerare che se si lotta contro la pena di morte, allora si lotta anche contro l'aborto che è una sorta di condanna a morte. Ci ho riflettuto a lungo. Perchè logicamente parlando era vero. Ma emotivamente parlando no.
La realtà è fatta dalla spinta propulsiva delle nostre emozioni. Nell'assunto di Ferrara c'era la logica. Ma non la realtà. Che è fatta anche di contraddizioni e di emozioni contrastanti. Nella realtà, signor Ferrara, di lineare non c'è niente. Per questo a volte ci si dispera. Ci si dispera per i bambini di Gravina. per i bambini violentati. Per quelli odiati. Per quelli costretti a elemosinare. A vendere le rose. Per quelli costretti a vedere la madre infelice picchiata e offesa. Si piange per i sogni infranti. Per le famiglie mai realizzate. per la fame a cui si sa già, prima che nascano, che saranno condannati. Aiuto! Perchè non lasciare alla madre la possibilità di scegliere di essere madre?. Si può non essere d'accordo come diceva Lucia prima. Ma è sacrosanto lasciare alla "MADRE" in questione, la possibilità sceliere di esserlo. La libertà di farlo. Concordo perfettamente con Lucia a nche per quanto riguarda la provenienza di questo accostamento (pena di morte e aborto): la campagna elettorale. Ognuno abbia le sue opinioni. ma si lasci agli altri la libertà di scegliere le scelte della propria vita. Se no è dittatura. Altro che Islamismo ...
Scritto da: cinzia leone | 27.02.08 22:18
"Si rischia di incentivare la fornicazione" è una fase talmente comica che io se ossi in te, Cinzia, la inserirei nel prossimo spettacolo: "Medioevoutlet.
'notte a tutti!
Scritto da: julia | 27.02.08 23:44
se fossi, non se ossi :)
Scritto da: julia | 28.02.08 00:01
Giusto Cinzia! Il nocciolo è proprio questo: che ognuno possa avere le proprie opinioni senza essere tacciato ed emarginato. Avere un'alternativa non è necessariamente sceglierla, ma dare ad altri la possibilità di usarla! Come diceva Voltaire "Non la penso come te, ma difenderò fino alla morte il diritto che tu abbia la possibilità di pensarlo" (non erano esattamente queste le parole, non le ricordo alla lettera, ma il succo è questo...).
Scritto da: Ela | 28.02.08 01:36
Pare sia sparito il cane di Ferrara...che stia cercando un nuovo padrone?Disgustato a tal punto anche lui?
Scritto da: silvia | 28.02.08 07:26
Cinzia, sono contenta che tu condivida alcune delle mie considerazioni. A volte, come ho scritto in altri post, anche io mi ritrovo al 100% nella sintesi che riesci a fare di alcune pieghe profonde della nostra vita: La realtà è fatta dalla spinta propulsiva delle nostre emozioni... e di lineare lì non c'è niente (purtroppo): sennò sarebbe facile fare e pensare sempre la cosa giusta.. Propongo di adottare il cane di Ferrara tutti insieme... Buona giornata a tutti
Scritto da: Lucia | 28.02.08 11:39
Si, hai ragione Cinzia, si lasci agli altri la libertà di fare le scelte della propria vita. Questo è giustissimo. E' il libero arbitrio che ci è stato donato dalla nascita.
Vorrà dire che alla fine della nostra esistenza ognuno sarà responsabile delle proprie scelte.
Scritto da: jol | 28.02.08 12:47
Il tuo post, Cinzia, è bellissimo. La frase di Ferrara è assolutamente improponibile ma lo aiuterà ad ottenere ciò che vuole. Ho letto gli altri commenti ed è bello che ognuno abbia la propria idea o opinione. Però...mi fa arrabbiare che si metta in dubbio una legge del genere perchè possono esistere differenti punti di vista ma non deve mancare la possibilità DI SCELTA. Ognuno di noi può dare un sacco di sfumature al gesto, attribuire sofferenze e difficoltà legate all'aborto (e penso che anche gli italiani più laici siano influenzati dall'atmosfera cattolica, purtroppo!) In realtà esiste la donna che ci soffre e la donna che invece, anche dopo anni, si dichiara felice di aver scelto l'aborto. Diciamo che in Italia ti aiutano a farti sentire assassina e sbagliata dopo che lo fai, in altri Paesi più evoluti funziona diversamente. PEr me uno può credere a quello che vuole ma il principio di una gravidanza NON E'UNA VITA! Ma è solo un'ipotesi di vita...come potrebbe esserlo anche una scopata! Allora vogliamo dire anche con la pillola o il preservativo uccidiamo milioni di gente perchè stronchiamo sul nascere le ipotesi di vita? Vuoi vedere che noi donne siamo peggio di Hitler?
Senz'altro una donna cattolica o che non se la sente non verrà mai obbligata a fare un aborto; è giusto quindi che il resto delle donne che lo desiderino possano farlo (senza subire possibilmente i giudizi assurdi stile medioevo). Infine Cinzia dice una cosa molto giusta a fine post: è molto più responsabile chi decide di abortire perchè sa di non poter garantire un'esistenza degna al proprio bambino (in termini di amore, soldi, stabilità) di chi fa figli tanto per metterli al mondo condannandoli ad un esistenza di sofferenza.
Scritto da: merimery | 28.02.08 23:03
brava CInzia! aggiungo solo due righe! Nessun uomo, in quanto tale, può lontamente immaginare il dolore delle donne che ricorrono all'aborto. E nessun UOMO, in quanto tale può ergersi a paladino della VITA, dei bambini che non nascono, criminalizzando, demonizzando una scelta dolorosa e difficile in sè. Nessun UOMO di legge può avocare a sè la presunzione di essere nel giusto proclamando il DIRITTO ALLA VITA e proponendo l'abrogazione di una legge fatta per le donne dalle donne.. Nel nostro paese, che tra un pò affonderà nell'abisso, nel crack finanziario e che presto faremo concorrenza all'Argentina,abbiamo cose più importanti a cui pensare che a modificare la legge sull'aborto. Nascere in Italia è ancora peggio.. Se fossi un feto direi a mia madre di abortire. Non vorrei vivere in un paese in cui le uniche voci che si ascoltano è che hanno credito sono quelle di un signore vestito di bianco che si affaccia ad una finestra la domenica e un altro che si tinge i capelli e mette i tacchi e promette felicità e lavoro attraverso televisioni e giornali (suoi).. ma ci vogliamo svegliare???
Grazie Cinzia sei fantastica
Scritto da: Massimo | 29.02.08 00:42
Sono contenta che si esprimano tutti. Davvero. E sono contenta soprattutto che si sia espresso qui, anche Giovanni Gavino. Che tutti continuino pure a farlo. Auspicando che il paese arrivi ad accogliere le diverse opinioni di tutti nel rispetto, però della libertà di poter scegliere liberamente cosa fare. Auspicando ..... e auspicando .... e ....
Scritto da: cinzia leone | 29.02.08 01:12
Giuste riflessioni Cinzia,sono d'accordo con il tuo pensiero
Scritto da: guido vr | 29.02.08 15:23
Carissima Cinzia ma il tuo fedele collaboratore perchè non aggiorna le date della tournèe?
L'8 marzo sei a Carpi vero?
Un bacione!
Scritto da: guido vr | 29.02.08 15:29
Cinzia, grazie a te e tutti i partecipanti, per aver trovato insieme un modo traquillo e pacato per esprimersi liberamente e dire la propria... evidentemente non è così impossibile: si può fare...
Scritto da: Lucia | 29.02.08 18:12
Cara Cinzia, sono d accordo anche io sul fatto di abolire la pena di morte, anche se esistono persone o meglio "assassini" che per le atrocità che commettono, se la meriterebbero...ma rimane il fatto che "la vita una volta data non la si puo' togliere".. esistono altri modi per punire, come per esempio "togliere la libertà ad una persona". La questione dell'aborto è molto delicata, in quanto è vero che a due mesi o tre ancora è quasi inesistente, ma sai che c'è qualcosa dentro di te che potrebbe diventare una persona.. MA sono realista e consapevole del mondo difficile o meglio di merda in cui viviamo, che molto spesso ti puo' portare a capire che non basta solo l amore per far crescere un figlio e se non hai tutte le carte in regola per dargli tutto e per consentirgli una vita felice.. forse non ne vale la pena farlo vivere così.. Un saluto a tutti
Scritto da: Emanuela | 29.02.08 18:35
Mi sono trovata davanti a questo post in una condizione particolare, per le ore particolari di questi giorni e per la mia condizione naturale, particolare in sè, perchè in ogni caso mi sento un pò da quest'altra parte, da un angolo della stanza dal quale si riesce a vedere un pò più oltre il limitare della finestra. E penso che credere nella vita significhi molte cose, e nessuna.
"Aggiungere vita" è quello che faccio ogni giorno, perchè di giorni, spesso, è impossibile aggiungerne, così com'è difficile deviare i percorsi a volte segnati dalle condizioni, dalle circostanze, dai contesti familiari degradati e da quelli degradanti, ben nascosti, ma così reali. Difficile da immaginare...è talmente difficile anche vivendoci a contatto costante, come se la mente a volte cercasse tutte le scusanti, tutte le vie di fuga, per convincersi che non è così, che è solo un'impressione!
Leggere queste righe che scrivete mi riporta al mio angolo.
Così mi chiedo...è giusto vivere a tutti i costi, quando non si è ancora vita, se la vita deve essere solo per non essere morte? E' vita crescere, vivere, respirare, senza riuscire a muovere un muscolo del corpo, mai, da sempre? E' vita vivere con chi ti ripete in continuazione che non ti avrebbe voluto, che sei stato una casualità tragica? E' vita vivere subendo violenze da quando hai quattro anni senza che tu nè nessuno accanto a te abbia la forza di opporsi a quello che dovrebbe essere tuo padre? E' vita vivere soli a 15 anni dopo che i primi dieci sei cresciuto insieme a due genitori ragazzini poco più di te che sono morti di overdose? Il buon Neruda scriveva che "...la vita richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare...". E' vita capire che non si potrà mai, comprendere a sette anni che quello che è tanto normale per gli altri per te non lo sarà mai? E' vita sapere che il tuo corpo si deforma sempre di più, che non riesce a crescere, che è qualcosa che non ti appartiene perchè non riesci a controllarlo? E' vita quella che giocando ad inventare la fine della favola del Soldatino di Piombo dice che morirà cadendo dalla finestra perchè deve morire, tanto è senza una gamba come te che non puoi muoverti? E' vita sentire male ed essere preso in braccio da tre persone per salire su un'altalena, e nonostante la sofferenza pensare che è la cosa più bella che ti sia mai capitata?
La battaglia per aggiungere vita continua, e vince ogni volta che gli occhi brillano per qualche attimo, ma quanta vita e quanto dolore in giorni interi di respiri...è qualcosa di non raccontabile. Si aggiunge vita perchè la vita c'è, per non aggiungere morte. Si aggiunge vita al dolore che c'è, ma se non ci fosse?
Col passare del tempo penso sempre più che dare la vita a volte è un gioco di poca coscienza, di nessuna consapevolezza ed altre un gesto di profondo egoismo, mascherato di bontà e di rinunce, di volontaria devozione alla sofferenza, il peggiore. E spesso poi si è impreparati, perchè non si hanno gli strumenti per affrontare le situazioni che bisognerebbe sopportare e supportare, così si aggiunge dolore al dolore. Si fa per la vita, ma si moltiplica il dolore, quello proprio e quello della vita che, non nascendo, non ne avrebbe vissuto. Si dà vita e si rovina vita. A che serve?
La vita si aggiunge sempre con il naso rosso dei pagliacci, con il sorriso sempre incollato sulle labbra e pochi pensieri, quelli scendono quando il sipario si chiude, la platea torna buia e il pavimento terra polverosa, la sera. E allora, lontano dal palco, là nasce la rabbia, per quegli occhi che ti guardano imprigionati, dalla malattia prevedibile, come quelli imprigionati dall'incapacità affettiva degli adulti che non sarebbero stati pronti, dal contesto degradato che non era capace ad accogliere davvero, da tutta la sofferenza che si sarebbe potuta evitare...che dire allora?
Scritto da: GiorGia | 29.02.08 23:04
Mia cara Giorgia...che dire dopo aver letto quello che scrivi? che aggiungere dopo che il cuore alle tue parole è diventato piccolo e dolorante? quanta pena, quanta sofferenza si nasconde in ognuno di noi o di quelli che abbiamo accanto...e, se da una parte potrei dire che è la sofferenza che ci fa grandi, dall'altra la penso come te, perchè non è giusto che la sofferenza ci accompagni così costantemente: la vita è un dono che andrebbe vissuto coi suoi alti e bassi, ma appunto con alti e bassi, gioia e dolore, non dolore e dolore e dolore...non è giusto!
Scritto da: Ela | 01.03.08 02:27
Oh Giorgia sono tornata stasera da fuori dove ero per uno spettacolo, e leggo il tuo messaggio. Non c'è una risposta in assoluto alle tue domande che grondano pena. Non c'è. C'è la forza o la voglia individuale di vivere, di reinventarsi la vita, di andare oltre tutto . A volte questa capacità c'è. A volte no. E' proprio per questo che è giusto lasciare alla madre la possibilità di scegliere e di valutare. Così come sarebbe giusto lasciarla a chiunque. Un conto è decidere di togliere la vita a qualcuno, stabilendo una "punizione". Un conto è permettere ad una persona che soffre di stabilire il limite della propria capacità di sopportazione di fronte a dolori che a volte per quelli che non li vivono sono giustamente incomprensibili. Non ci sono risposte a queste questioni nella vita. C'è solo la vita .
Scritto da: cinzia leone | 01.03.08 20:30
ciao Cinzia sono Giulio.....
un bacio grande,,,Quando ci vediamo?
giulio
Scritto da: giulio | 02.03.08 15:17
Ciao!
Non vengo quasi più per niente, ormai...Stasera stavo ancora lavorando al PC...prima di chiudere ho fatto un salto quì dentro...E chi si aspettava 'sto CASINO???!!! ; )))
Ho poco da dire, ma voglio dirlo:Ferrara sta cavalcando l'onda offertagli indirettamente dal Papa. Siamo tutti stufi di come stanno andando allo sbaraglio le cose nel nostro Paese...Il Papa è uno che, in uno scenario di bandiere al vento,definisce nettamente e fermamente il bianco e il nero (il SUO bianco ed il Suo nero!)e una GRANDISSIMA porzione di fedeli (stufi anche loro,perchè sono cittadini Italiani oltre che fedeli)lo segue indefessa. A quella stessa grandissima QUANTITA' (tanti fedeli che in veste di cittadini si esprimeranno nel diritto al voto)credo miri Ferrara per riuscire ad entrare il Parlamento, visto che quest'esperienza di VITA, non l'ha ancora fatta. Lo trovo ignobile, ma in sintonia perfetta con il resto del panorama dei "furbi e astuti calcolatori" di questo momento storico (non che in passato non sia stato così, ma almeno, in passato avevano la DECENZA di salvare le apparenze.Lo preferisco:se mi prendi in giro cercando di farmi credere di no, almeno vuol dire che ti poni il problema del fatto che sono un essere pensante che in giro non vorrebbe farsi prendere).
Quanto al tema da voi calorosamente dibattuto...posso solo aggiungere di aver avvertito delle note stonate rispetto alla facilità con cui si accusano EX POST le madri che hanno visto i propri figli vittime di qualche terribile "ingiustizia".Tra l'altro mi salta all'occhio che nessuno abbia citato la mamma vittima di Erica ed Omar:"Avrebbe potuto immaginarlo, conoscendo bene tutta la sua famiglia e quella del marito, che con molta probabilità avrebbe messo al mondo una assassina! Non solo! Sapendolo, avrebbe dovuto evitare di mettere al mondo il secondo figlio perchè probabilmente sarebbe morto assassinato dalla sorella...a meno che la sua indole da assassino feroce(perchè la sorella sì e lui no?)non lo avesse salvato...Ma invece no! Quella donna è stata superficiale e, nel suo egoismo di voler essere madre a tutti i costi, guarda com'è finita!!!". Insomma...voglio solo aggiungere alle "nostre" riflessioni di ricordarsi di tener conto della imprevedibilità della vita!! Oggi tuo marito sta alla grande, poi, salta qualche connessione neuronale e deventa un pazzo! Oggi fai colazione con tua sorella, e la mattina dopo la trovi morta sul pianerottolo per un aneurisma... Ecco.Per ora riesco a produrre solo questo mio pensiero.E ve lo butto lì. Per cose più ELEVATE mi rimetto ad altri orari ed altri giorni. Un abbraccio affettuoso a tutti!
MAPI
Scritto da: mariapia | 03.03.08 01:36
Eggià.
Nascevano già come domande...senza risposta.
Dare la possibilità di scegliere se essere all'altezza o meno...mi sembra legittimo, e democratico, soprattutto.
Per quelle che vivono l'unica alternativa possibile è la vita...e aggiungerne...sempre.
Un bacino.
Scritto da: GiorGia | 03.03.08 12:31
Sensatísimas iniciativas en materia de moratoria sobre el aborto de Giuliano Ferrara.
Scritto da: filomeno | 06.03.08 11:10
Ciao Cinzia ti ho vista alla trasmissione "Effetto Sabato" e finalmente trovo il coraggio per scriverti, eh.. si perchè quando hai detto di te (della paralasi alla parte sinistra)ti ho vista sai.. Gli occhi son diventati lucidi.
Scusa se ti ricordo un momento brutto della tua vita ma il fatto è che anche io mi trovo in seguito ad una operazione alla testa , eseguita il 04/10/07 al Niguarda MI, la parte sinistra del mio corpo tutta paralizzata e ancora dopo 5 mesi non mi sento di esser migliorata (il braccio non si muove proprio per niente e la gamba qualche passettino lo esegue ma con tutore e sostenuta a qualcuno, un mobile o al muro da sola cado a terra).
Cinzia mia bella ti prego dammi qualche notizia più precisa di quel che bisogna fare, affrontare prima che ritorni come prima.
Dopo 38 anni di malattia che i medici non riescono a curare con le pastiglie,ecco perchè ho affrontato l'intervento. A chi mi chiede come stai? dovresti vedere quanta gente sta peggio di te. Rispondo: SOPRAVVIVO. Ciao Giovanna
Scritto da: Giovanna | 06.03.08 19:14
Ciao Cinzia ti ho vista alla trasmissione "Effetto Sabato" e finalmente trovo il coraggio per scriverti, eh.. si perchè quando hai detto di te (della paralasi alla parte sinistra)ti ho vista sai.. Gli occhi son diventati lucidi.
Scusa se ti ricordo un momento brutto della tua vita ma il fatto è che anche io mi trovo in seguito ad una operazione alla testa , eseguita il 04/10/07 al Niguarda MI, la parte sinistra del mio corpo tutta paralizzata e ancora dopo 5 mesi non mi sento di esser migliorata (il braccio non si muove proprio per niente e la gamba qualche passettino lo esegue ma con tutore e sostenuta a qualcuno, un mobile o al muro da sola cado a terra).
Cinzia mia bella ti prego dammi qualche notizia più precisa di quel che bisogna fare, affrontare prima che ritorni come prima.
Dopo 38 anni di malattia che i medici non riescono a curare con le pastiglie,ecco perchè ho affrontato l'intervento. A chi mi chiede come stai? dovresti vedere quanta gente sta peggio di te. Rispondo: SOPRAVVIVO. Ciao Giovanna
Scritto da: Giovanna | 06.03.08 19:14
Giovanna, se mi scrivi su un post vecchio è chiaro che rischio di non risponderti. Dopo 5 mesi il braccio non si muove ancora. E' lento il tutto. Ma se tu hai una malattia da 38 anni forse è una cosa diversa dalla mia. Io ho avuto una paralisi da emorragia cerebrale. Può darsi che gli esiti siano diversi. Non sono in grado di dirti molto così, senza sapere bene il tuo caso. Comunque i miglioramenti sono lentissimi. Io per esempio mi sono fatta tirare una palla da tennis per 6 mesi che avrei voluto prendere con la sinistra e che ovviamente per 6 mesi non ho preso e cascava per terra. Poi un giorno ne ho presa una e ho continuato a esrcitarmi accettando che cadesse mille volte e di prenderne una solo ogni tanto. Ho continuato per anni.... Forza .... e fammi sapere ...
Scritto da: cinzia leone | 15.03.08 14:50
Mi sono dimenticata di dire che a un certo punto le ho prese tutte ... e che ancora oggi le sfide sono infinite ... ariciao
Scritto da: cinzia leone | 18.03.08 02:11
Grazie Cinzia per il tuo post! Vedo che la pensiamo allo stesso modo, colgo l'accasione per farti tutti i miei comlimenti, per me sei unica! Un mito! Non vedo l'ora di vedere il tuo spettacolo (purtroppo ho promesso ad una amica che ci saremmo venute insieme e devo aspettare che torni dall'America..sigh, ancora una settimana!). Un bacione,
BRAVA!
Scritto da: aryweb | 18.03.08 23:31
Grazie Cinzia per il tuo post! Vedo che la pensiamo allo stesso modo, colgo l'accasione per farti tutti i miei comlimenti, per me sei unica! Un mito! Non vedo l'ora di vedere il tuo spettacolo (purtroppo ho promesso ad una amica che ci saremmo venute insieme e devo aspettare che torni dall'America..sigh, ancora una settimana!). Un bacione,
BRAVA!
Scritto da: aryweb | 18.03.08 23:35